Pubblicato il 16 Luglio 2026
Un nuovo caso di femminicidio scuote la provincia di Rimini. Nella serata di mercoledì 15 luglio, una donna di 63 anni, Tania Sperindio, è stata trovata senza vita all’interno di un’abitazione situata in via Agello, nella frazione di Mulazzano, nel comune di Coriano.
Secondo le prime ricostruzioni, l’ex marito avrebbe contattato personalmente i carabinieri subito dopo il delitto, confessando quanto accaduto con una frase inequivocabile: “Sono stato io”.
La ricostruzione del delitto
Le prime informazioni raccolte dagli investigatori indicano che la vittima sarebbe stata colpita con un’arma contundente o da taglio, probabilmente un coltello oppure un martello, anche se l’oggetto utilizzato non è stato ancora identificato con certezza.
L’allarme è scattato poco dopo le 18:30, quando sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale sanitario. Per la donna, però, non c’era ormai più nulla da fare.
L’omicidio sarebbe avvenuto all’interno di una villa situata al civico 19 di via Agello, in una zona panoramica affacciata sulla riviera di Rimini. In particolare, il corpo è stato rinvenuto in un locale tecnico seminterrato, raggiungibile attraverso una rampa esterna, dove gli specialisti della scientifica hanno effettuato tutti i rilievi necessari.
Le indagini dei carabinieri
L’uomo, 71 anni, è stato trovato accanto al corpo dell’ex moglie. Dai primi accertamenti emergerebbe che la vittima sarebbe morta a causa di un violento colpo alla testa.
La coppia era divorziata da tempo e in passato aveva gestito insieme un negozio di fiori a Riccione. Entrambi erano ormai in pensione. La donna lascia due figli.
I due erano conosciuti nella zona: lui viveva da molti anni nella villa di Coriano, mentre lei vi si recava occasionalmente.
L’interrogatorio e gli accertamenti
Dopo la confessione, il 71enne è stato accompagnato nella caserma dei carabinieri di Riccione, dove è stato sottoposto a interrogatorio. Nel frattempo, gli investigatori del Nucleo Investigativo stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e il movente dell’omicidio.
Secondo quanto riferito da alcune persone che lo conoscono, fino al pomeriggio dello stesso giorno l’uomo si trovava in un circolo privato della zona a giocare a carte. Chi lo ha visto racconta che appariva sereno e tranquillo, senza alcun comportamento che facesse presagire quanto sarebbe accaduto poche ore più tardi.

