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Natale

Femminicidio, l’appello della madre di Giordana Di Stefano a Vannacci: “Si vergogni e chieda scusa”

Pubblicato il 15 Giugno 2026

La lettera aperta di Vera Squatrito

Vera Squatrito, madre di Giordana Di Stefano, nella foto d’apertura, la giovane uccisa nel 2015 a Nicolosi (Catania) dall’ex fidanzato, ha rivolto un duro messaggio a Roberto Vannacci attraverso una lettera aperta pubblicata sui social.

Nel suo intervento, la donna contesta le recenti dichiarazioni dell’europarlamentare sul tema del femminicidio e chiede un gesto di responsabilità nei confronti delle vittime e delle loro famiglie.

“Chieda scusa a mia figlia Giordana”, scrive la madre, ricordando come la giovane sia stata assassinata con 48 coltellate da quello che era stato il suo compagno. Un delitto che, sottolinea, è stato caratterizzato da premeditazione, crudeltà e una violenza devastante, capace di segnare per sempre la vita dei suoi familiari.

Il pensiero rivolto alla figlia di Giordana

Nella lettera, Vera Squatrito richiama anche l’attenzione sulla figlia di Giordana, rimasta senza madre a causa della violenza.

“Chieda scusa a quella bambina privata della sua mamma”, afferma, evidenziando il peso di una perdita che nessun affetto potrà cancellare completamente.

L’appello si estende poi a tutte le donne vittime di femminicidio e ai loro cari: figli, genitori, fratelli e sorelle che, secondo la madre di Giordana, sono costretti a convivere con un dolore permanente.

“Le famiglie delle vittime vivono un vero e proprio ergastolo del dolore”, sostiene.

“Le parole hanno un peso”

Uno dei passaggi più significativi della lettera riguarda il valore delle parole nel dibattito pubblico.

Secondo Vera Squatrito, minimizzare la violenza contro le donne o ridimensionare la gravità del femminicidio significa mancare di rispetto sia alle vittime sia a chi continua a convivere ogni giorno con una ferita impossibile da rimarginare.

La donna ricorda che nulla potrà riportare indietro sua figlia, il suo sorriso e la sua presenza, ma ribadisce che il rispetto della memoria delle vittime dovrebbe rappresentare un dovere morale per chi ricopre incarichi pubblici e istituzionali.

“Noi familiari sappiamo cosa significa una condanna senza fine”

Nella parte conclusiva della lettera, Vera Squatrito invita Vannacci a riflettere sulle conseguenze delle sue parole.

“Si vergogni ogni volta che pronuncia frasi che feriscono chi ha già pagato il prezzo più alto”, scrive, aggiungendo che chi non ha vissuto una tragedia simile non può comprendere fino in fondo il dolore provocato dalla perdita di una persona amata in circostanze così drammatiche.

La madre di Giordana descrive l’esperienza dei familiari delle vittime come “una condanna senza fine”, un dolore che si rinnova ogni giorno e che divide la vita in un prima e un dopo.

La richiesta finale: rispetto, responsabilità e umanità

La lettera si conclude con un appello rivolto non solo a Vannacci, ma all’intera opinione pubblica.

Rispetto, responsabilità e umanità sono le parole chiave indicate da Vera Squatrito per ricordare Giordana, per tutelare tutte le donne vittime di violenza e per sostenere le famiglie che continuano a portare il peso di un’assenza impossibile da colmare.

“Per Giordana, per sua figlia e per tutte le donne che non possono più parlare, chiediamo rispetto”, conclude la madre della giovane vittima di femminicidio.

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