Pubblicato il 20 Dicembre 2022
“Mi rivolgo a tutte quelle persone che sentivano ogni volta le litigate di mia sorella con quel mostro. Invece di farvi i fatti vostri bastava una chiamata ai carabinieri e mia sorella si sarebbe salvata”.
Così sorella di Giovanna Frino, la 44enne di Apricena uccisa, venerdì mattina, dal marito Angelo Di Lella, una ex guardia giurata di 56 anni.
La sorella della vittima, sul suo profilo Facebook, si rivolge soprattutto ai vicini di casa che avrebbero sentivano le litigate provenire dall’abitazione dei coniugi e non avrebbero fatto nulla.
Stando alle indiscrezioni Di Lella e la moglie spesso litigavano anche se non c’è stata mai una segnalazione alle forze dell’ordine.
Intanto, questa mattina Angelo Di Lella è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Foggia. Il 56enne però non ha risposto alle domande avvalendosi della facoltà concessa dalla legge.
Il gip al termine dell’interrogatorio ha convalidato il fermo per l’uomo accusandolo di omicidio volontario aggravato. Venerdì mattina, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due avrebbero avuto un litigio nella loro abitazione, in via Saragat.

Una discussione violenta fino a quando l’uomo ha preso la pistola che deteneva legalmente sparando contro la moglie. Due i colpi che hanno raggiunto la donna al torace uccidendola.
Il delitto è avvenuto mentre in casa vi era anche una delle tre figlie della coppia, una ragazza diciassettenne che non era andata a scuola per influenzata.

Di Lella, stando a quanto raccontano i vicini, era molto geloso della moglie e sin da quando aveva perso il lavoro come guardia giurata, nel 2017, aveva perso la serenità.

