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Femminicidio su commissione sventato nel Casertano: cinque fermi, l’ex compagno accusato di essere il mandante

Pubblicato il 30 Luglio 2026

L’inchiesta blocca un presunto piano di omicidio prima dell’esecuzione

Un presunto femminicidio commissionato alla criminalità organizzata in cambio di 20mila euro è stato sventato grazie alle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e ai carabinieri.

L’operazione ha portato al fermo di cinque persone, tra cui un uomo ritenuto ai vertici di un gruppo criminale del Casertano ritenuto vicino al clan dei Casalesi e un 44enne, ex compagno della donna, indicato dagli investigatori come il presunto mandante del progetto.

Il piano sarebbe stato già in fase avanzata

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il piano criminale sarebbe stato ormai pronto per essere eseguito.

Le intercettazioni raccolte durante l’indagine avrebbero evidenziato la volontà di uccidere la donna, residente in un comune della provincia di Napoli. Proprio gli elementi emersi dalle conversazioni avrebbero spinto la Dda e i carabinieri a intervenire tempestivamente con un provvedimento precautelare per impedire che il progetto venisse portato a termine.

Pagamenti, auto con targhe clonate e telefoni dedicati

Le indagini avrebbero permesso di ricostruire nel dettaglio l’organizzazione del presunto delitto.

Secondo l’accusa, il gruppo incaricato dell’omicidio avrebbe già ricevuto un primo pagamento di 5mila euro, parte della somma complessiva di 20mila euro concordata per portare a termine l’azione.

Gli investigatori sostengono inoltre che fossero già stati reperiti veicoli con targhe clonate e telefoni cellulari dedicati, strumenti che sarebbero dovuti servire durante l’esecuzione del piano.

Il presunto progetto di omicidio

In base a quanto contestato dalla Procura, il piano prevedeva il sequestro della vittima, il trasferimento in un luogo isolato, l’uccisione con un’arma da taglio e il successivo occultamento del corpo.

Sempre secondo gli investigatori, l’ex compagno avrebbe fornito al gruppo criminale fotografie della donna, informazioni sui suoi spostamenti quotidiani e persino le chiavi della sua abitazione e della sua automobile, elementi che avrebbero dovuto facilitare l’esecuzione del presunto omicidio.

Le precedenti denunce e le accuse contestate

Nel fascicolo dell’inchiesta vengono richiamate anche precedenti denunce presentate dalla donna nei confronti dell’ex compagno per episodi di stalking e revenge porn, circostanze che, secondo gli inquirenti, contribuiscono a delineare il contesto investigativo.

Agli indagati viene contestato il reato di tentato omicidio pluriaggravato, con la contestazione dell’aggravante del metodo mafioso.

L’inchiesta prosegue per accertare tutti gli aspetti della vicenda e verificare le responsabilità delle persone coinvolte, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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