« Torna indietro

Femminicidio

Femminicidio: la condanna dopo 10 anni e la strage infinita

Pubblicato il 4 Maggio, 2022

Aveva cercato di rifugiarsi a Tunisi, nel suo Paese, dopo essere scappato dall’Italia, dopo avere commesso un delitto brutale, orrendo, dettato da quello sconvolgente, inammissibile odio per la donna, per la sua autonomia, per la sua essenza.

Mootaz Chambi, l’uomo che nel settembre del 2014 ha ucciso con 37 coltellate la moglie Daniela Bani, madre dei suoi figli, Youssef e Reyen, bimbi di 4 e 7 anni, a Palazzolo, in provincia di Brescia, è stato condannato.

Il 42enne scontare l’ergastolo, pena che sconterà nel suo Paese. I figli della coppia sono stati affidati ai nonni materni.

La notizia, attesa da 10 anni, è stata accolta come una liberazione dalla mamma della vittima Giuseppina Ghilardi, che si è battuta per anni insieme al suo legale per ottenere giustizia per Daniela: “Quando ho saputo che gli avrebbero rifatto il processo mi sono spaventata, ho temuto che lo avrebbero scarcerato. Per molto tempo peraltro ho ricevuto telefonate anonime dalla Tunisia, sentivo delle donne urlare qualcosa in arabo. Ero molto in pensiero. Inoltre penso sia giusto che quell’uomo paghi quello che fatto paghi con il carcere a vita”.

Anni di paura, almeno fino all’arresto avvenuto nel 2019. Nel frattempo Chambi era stato condannato da contumace in tre gradi di giudizio. Ma i giudici di Tunisi hanno riprocessato l’uomo e ribaltato il verdetto, optando per la condanna all’ergastolo. Una notizia che la Farnesina ha comunicato soltanto di recente alla famiglia della vittima. 

LA LUNGA SCIA DI SANGUE

Sono oltre 20 i casi di femminicidio registrati in Italia dall’inizio del 2022, l’ultimo dei quali avvenuto proprio stamattina a Samarate. in provincia di Varese, dove la 56enne Stefania Pivetta è stata uccisa insieme alla figlia di 16 anni dal marito, l’ennesimo episodio che va ad allungare una scia di sangue che nelle ultime settimane ha visto intensificarsi questo genere di episodi.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi, fiore e spazio al chiuso
Romina De Cesare

Soltanto qualche ora prima, a Frosinone, è stato rinvenuto il corpo senza vita di una donna di 36 anni, Romina De Cesare, uccisa con diverse coltellate. Il cadavere è stato scoperto dopo una telefonata al 112 che segnalava un individuo vagare seminudo in evidente stato confusionale sulla spiaggia di Sabaudia. L’uomo è stato fermato dai carabinieri e dalla polizia: ricostruendo a fatica la sua identità, anche perché l’uomo non era presente a sé stesso, gli agenti hanno poi effettuato un sopralluogo nella casa della donna, dove hanno rinvenuto il corpo della vittima. Il presunto autore dell’omicidio, un 38enne originario della provincia di Isernia, sarebbe anche l’ex compagno della vittima.

Alice Scagni

Lunedì 2 maggio una sorte simile era toccata ad Alice Scagni, una 34enne di Quinto, in provincia di Genova, uccisa con almeno 17 fendenti dal fratello maggiore, Alberto. La donna è stata uccisa nei pressi della casa in cui viveva insieme al marito e il figlio di 4 mesi: dopo essere uscita per portare il cane a fare una passeggiata si è imbattuta nel fratello, con l’incontro che è subito degenerato in un diverbio molto acceso. Un litigio a cui sono seguite le coltellate, che non hanno lasciato scampo alla giovane mamma. Secondo una prima ricostruzione, i rapporti tra i due fratelli erano tesi da tempo e all’origine del diverbio ci sarebbero i problemi economici dell’uomo, disoccupato e aiutato in passato proprio dalla sorella.

femminicidio
Romina Vento

Il mese di maggio è iniziato nello stesso modo in cui si era concluso aprile, con diversi delitti raccolti nel giro di pochi giorni. La prima vittima dello scorso mese era stata Romina Vento, la 44enne annegata con la sua auto nel fiume Adda a Fara Gera, in provincia di Bergamo. Il compagno Carlo Fumagalli, arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato, avrebbe inscenato l’incidente per uccidere la donna, madre di due figli di 10 e 15 anni. Poi Angela Avitabile, 62enne uccisa a Rimini dal marito Raffaele Fogliamanzillo: un delitto particolarmente cruento, avvenuto al culmine dell’ennesimo litigio tra i due, dettato dalla convinzione dell’uomo che la moglie avesse una relazione extraconiugale. La sera del 22 aprile, l’uomo ha impugnato un coltello a serramanico e si è scagliato contro la consorte sul pianerottolo dell’abitazione della figlia, mentre in casa erano presenti i nipotini.

La conta dei femminicidi si era chiusa nel mese di aprile a 17 casi con quello di Sonia Solinas, trovata senza vita a Dormelletto, in provincia di Novara, con delle profonde ferite alla gola. Ad ucciderla il marito, il barista di 49 anni Filippo Ferrari, che dopo il delitto si è allontanato in auto, per poi togliersi la vita lanciandosi da un ponte nei pressi della strada provinciale 90 tra Rovegro, frazione di San Bernardino Verbano, e Cicogna, frazione di Cossogno.

Nel mese di marzo le vittime di femminicidio sono state addirittura nove. Anna Borsa, 30enne uccisa con un colpo di pistola alla testa nel salone da parrucchiere in cui lavorava a Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, e poi Vincenza Ribecco, uccisa proprio l’8 marzo a San Leonardo di Cutro, in provincia di Crotone, “punita” per essersi rifiutata di aprire la porta al marito, con cui c’era un passato turbolento, che poi le ha sparato attraverso la porta-finestra. Poi c’è stato il caso di Anastasiia Bondarenko, morta carbonizzata in un appartamento di Napoli, delitto per cui è stato fermato il compagno. Uno degli episodi che ha trovato maggiore spazio sui quotidiani è poi quello di Carol Maltesi, brutalmente uccisa durante un gioco erotico dall’ex compagno Davide Fontana, che ha poi fatto a pezzi il corpo della 26enne, rinvenuto da un passante all’interno di alcuni sacchi della spazzatura in un dirupo di Borno, in Valcamonica. E poi Tiziana Gatti, uccisa dal genero a Castelnovo Sotto, nella Bassa Reggiana, e Viviana Micheluzzi, uccisa dal marito con un colpo di pistola alla nuca in un bosco nei pressi di Castello Molina di Fiemme, in Trentino.

A febbraio le vittime sono state due: Rosa Alfieri, uccisa dal vicino di casa a Grumo Nevano (Napoli), e Daniela Cadeddu, massacrata a martellate nel sonno dal marito Giorgio Meneghel. Il 2022 era iniziato con l’omicidio di Nadia Bergamini, avvenuto a Latina, per poi proseguire con il delitto di Motta Santa Lucia, dove un uomo di 49 anni ha soffocato la moglie in camera da letto, e con il caso di Simona Michelangeli, trovata senza vita nel suo appartamento di Roma lo scorso 18 gennaio, con il compagno che è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario. Una scia di sangue che, purtroppo, continua ad allungarsi. 

x