Pubblicato il 13 Febbraio 2023
Cinquantamila euro…
È quanto chiede di risarcimento al vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, l’avvocato Pamela Palazzi per conto del suo assistito, il runner che durante il lockdown di tre anni fa venne inseguito mentre correva lungo le strade del centro storico dal politico, che poi pubblicò quanto accaduto sulla propria pagina Facebook.

La vicenda risale all’aprile 2020 quando Lodi, anche con l’aiuto di un megafono, aveva inseguito l’atleta intimandogli di fermarsi e di smettere di correre poiché in violazione dei divieti ministeriali.
Così come riportano certificati medici, l’uomo era autorizzato a muoversi per la città a causa di alcuni problemi di salute.
Lodi, all’epoca, condivise il video dell’inseguimento sui social innescando una pioggia di commenti: un fatto per cui ora l’avvocato del runner chiede un risarcimento danni: furono infatti circa duecento le persone che finirono per dire la loro sulla vicenda, anche con una serie di espressioni ingiuriose nei confronti del corridore.
L’apertura del procedimento civile dovrebbe essere fissata per il 15 marzo, quando Lodi, che già in passato aveva provato a scusarsi tramite un articolo su un giornale locale per quanto accaduto, dovrà difendersi dall’accusa di una diffamazione grave data dalla sua notorietà, ma anche dall’eventuale rilevanza penale dei fatti, e dall’ampia diffusione e risonanza mediatica della sua pagina Facebook.
Da parte dell’avvocato Palazzi, comunque, non c’è nessuna volontà di andare allo scontro frontale con il vicesindaco: “Quello nei confronti del mio assistito è stato un danno importante, non stava bene e all’epoca dei fatti. Purtroppo però tutto ciò è già accaduto. Oggi posso solo dire che da parte nostra non c’è volontà di accanimento verso chi ha sbagliato. Vedremo se si assumerà le sue responsabilità con un’eventuale lettera di scuse e alcune proposte per chiudere la vicenda”.

