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Finalmente domato del tutto l’incendio di Calaforno. Avviate le indagini per scoprirne le cause, coinvolta anche l’Antimafia regionale. Spunta l’ombra del business del fotovoltaico

Pubblicato il 12 Agosto, 2021

Pare che finalmente l’incubo a Calaforno (e zone limitrofe) sia finito. “Sul fronte San Giacomo non ci sono più focolai attivi – ha comunicato il sindaco di Ragusa Peppe Cassì – Per tutta la notte gli operatori dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, con il supporto della Polizia municipale, hanno effettuato interventi anche su segnalazioni dei proprietari di case e terreni, che hanno ricevuto costante assistenza. Sono in corso le operazioni di spegnimento dei focolai ancora attivi nella zona di Calaforno in territorio di Giarratana e Monterosso, anche con l’ausilio di canadair ed elicotteri.”

Rimangono macerie, dolore e sconforto per il terribile danno che la natura ha subito, molto probabilmente a causa della mano dell’uomo. “Le aree degli incendi non sono collegate tra loro – aggiunge Cassì – e ciò fa presumere la natura dolosa degli eventi: le autorità competenti hanno avviato le indagini per scovare chi si fosse macchiato di un reato talmente spregevole che merita sanzioni severissime. Il CCS (centro di coordinamento dei soccorsi) che opera sotto la regia del Prefetto è in costante collegamento con le autorità regionali e nazionali cui è affidata la regia complessiva della gestione della emergenza dovuta agli incendi che stanno devastando ampie aree del territorio siciliano. La macchina dei soccorsi, predisposta per tempo, continua quindi a operare efficacemente. È oggettivamente impossibile presidiare ogni angolo di bosco o di campagna, per cui tutti sono invitati a segnalare immediatamente ai vigili del fuoco o alla protezione civile qualunque principio di incendio”.

C’è chi avanza l’ipotesi che alla base dell’atto dei criminali/piromani ci possano essere gli interessi milionari che ruotano intorno agli impianti di fotovoltaici. Illazioni pesanti che hanno portato, ad esempio, la Rete dei Comitati Territoriali Siciliani e le Associazioni e le Reti che si riconoscono in Generazioni Future Sicilia, a diramare un comunicato in cui sottolineano che “pur non cedendo alle facili suggestioni di una supposizione oggi al vaglio dell’Antimafia regionale nella quale si ipotizzano connessioni fra il fotovoltaico e la devastazione del Paesaggio tramite gli incendi, reiteriamo con accresciuta fermezza i contenuti della “Risoluzione” inviata il 23 luglio scorso all’Assemblea Regionale Siciliana e all’ANCI. In particolare, ribadiamo con forza la richiesta di sospensione delle autorizzazioni agli impianti fotovoltaici industriali fino alla definizione del Piano Energetico Regionale, insistiamo altresì nella assoluta necessità di prevenire ogni potenziale forma di uso speculativo dei terreni incendiati, imponendo sia il mantenimento destinazione urbanistica “agricola” di questi terreni, sia e soprattutto il mantenimento, senza deroghe, dell’uso delle attività agricole dopo la percorrenza del fuoco”.

Nel frattempo, i comuni di Giarratana e Monterosso hanno avviato la richiesta dello stato di calamità. Le rispettive aree tecniche e di Protezione Civile stanno procedendo alla ricognizione dei danni causati dall’evento, pertanto i cittadini proprietari di terreni e i titolari di attività imprenditoriali e produttive locali, operanti nell’ambito dei territori comunali di Monterosso Almo e Giarratana, che hanno subito danni dall’incendio, possono procedere alla presentazione di una segnalazione al comune di appartenenza dei danni subiti, a cose ed animali, allegando una relazione dettagliata con l’indicazione dei dati catastali, una stima sommaria dei danni e una relazione fotografica.
Gli uffici provvederanno ad effettuare eventuali sopralluoghi al fine di accertare lo stato dei luoghi e dei danni e predisporre una dettagliata relazione da presentare alla Regione per mezzo della Prefettura per la richiesta di stato di calamità. Le segnalazioni dovranno essere presentate entro e non oltre il 18/08/2021, presso i rispettivi protocolli comunali, consegnati brevi mano o tramite PEC.

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