Pubblicato il 13 Febbraio 2026
La telefonata-trappola a un’anziana di Trani
Un copione ormai noto: un finto nipote in difficoltà, una richiesta urgente di denaro contante e la pressione psicologica per non dare tempo alla vittima di riflettere. Ma questa volta il piano è fallito.
Tutto è iniziato con una telefonata al fisso di una donna ultra settantenne di Trani. Dall’altra parte della cornetta un giovane che, chiamandola “nonna”, le ha raccontato di trovarsi in difficoltà e di aver bisogno di 3mila euro per ritirare un pacco a lui destinato.
Poco dopo sono entrati in scena altri due complici: un sedicente “addetto alla consegna” e un presunto “direttore delle poste”, che ha perfino fornito falsi codici alfanumerici da annotare. Una strategia studiata per tenere l’anziana impegnata al telefono e impedirle di contattare familiari o forze dell’ordine.
La lucidità della vittima e l’intervento dei carabinieri
I truffatori non avevano però previsto la prontezza della donna. Consapevole di non avere nipoti maschi, ha compreso immediatamente di trovarsi di fronte a un raggiro.
Senza lasciarsi prendere dal panico, ha contattato il 112 e, seguendo le indicazioni dei militari, ha finto di assecondare le richieste per attirare i malviventi in trappola.
Quando uno dei complici, un 26enne originario della provincia di Catania, si è presentato alla porta per ritirare i 3mila euro in contanti e i gioielli d’oro concordati, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Trani sono intervenuti bloccandolo subito dopo la consegna.
La condanna e le indagini sui complici
Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, è stato processato con rito direttissimo dal Tribunale di Trani. Il giudice lo ha condannato a un anno e otto mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 1.600 euro.
Le indagini proseguono per risalire agli altri complici che hanno partecipato alle telefonate e completare il quadro della tentata truffa.

