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Flotilla, missione umanitaria intercettata nel Mediterraneo: tensione al largo di Creta

Pubblicato il 30 Aprile 2026

Intervento delle forze israeliane in acque internazionali

La missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, diretta verso Gaza con l’obiettivo di consegnare aiuti e denunciare il blocco, è stata intercettata nella serata del 29 aprile da unità navali israeliane al largo dell’isola di Creta, in acque internazionali.

Alcuni filmati diffusi online mostrano momenti concitati: membri dell’equipaggio con le mani alzate mentre un militare armato sale a bordo di una delle imbarcazioni. L’organizzazione ha subito lanciato un appello alla comunità internazionale, chiedendo un intervento urgente per garantire la sicurezza dei partecipanti.

La decisione di fermare la flottiglia lontano da Gaza

Secondo fonti israeliane, la scelta di intervenire così lontano dalla costa sarebbe legata alle dimensioni dell’operazione: ben 58 imbarcazioni coinvolte nella missione. Di queste, almeno 15 sarebbero state fermate durante l’operazione.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha attivato la rete diplomatica per ottenere chiarimenti e tutelare i cittadini italiani presenti a bordo.

Comunicazioni interrotte e allarme degli attivisti

Gli organizzatori denunciano che le barche sono state circondate da mezzi militari, con armi puntate e laser, e che ai presenti sarebbe stato ordinato di radunarsi a prua e inginocchiarsi. Le comunicazioni risultano interrotte e sarebbe stato lanciato un segnale di emergenza.

La Flotilla parla apertamente di “violazione del diritto internazionale” e di un’azione assimilabile a un sequestro in mare aperto, chiedendo responsabilità e interventi immediati da parte dei governi.

Il racconto di un attivista italiano

Tra le testimonianze, quella dell’attivista Vittorio Sergi, presente su una delle imbarcazioni: “Eravamo impegnati in un’azione pacifica di protesta quando alcune barche sono state abbordate”.

Sergi ha spiegato che la missione mirava a denunciare il traffico di armi e ribadire un messaggio di pace: “Siamo in acque internazionali, davanti alla Grecia. Nonostante tutto, continuiamo a sostenere un’iniziativa non violenta e di solidarietà”.

L’intervento della Farnesina

Il ministero degli Esteri italiano ha confermato di aver ricevuto segnalazioni sull’accaduto e ha avviato verifiche attraverso le ambasciate a Tel Aviv e Atene.

L’obiettivo è chiarire la dinamica dell’operazione e garantire la sicurezza dei connazionali coinvolti, mentre la situazione resta in evoluzione e con molti aspetti ancora da accertare.

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