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160 mila euro

FMI conferma le previsioni sull’Italia: PIL atteso in crescita dello 0,5% nel 2026 e 2027

Pubblicato il 8 Luglio 2026

Nessuna revisione delle stime: crescita stabile ma contenuta

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha confermato le proprie previsioni sull’andamento dell’economia italiana, mantenendo invariata la crescita del Prodotto interno lordo (PIL) allo 0,5% sia per il 2026 che per il 2027. I dati sono contenuti nell’ultimo aggiornamento del World Economic Outlook, che non introduce modifiche rispetto alle stime diffuse nel mese di aprile.

Secondo il Fondo, gli indicatori economici hanno seguito un andamento in linea con le aspettative, pur continuando a evidenziare un quadro di crescita moderata.

Il PNRR sostiene l’economia, ma pesano inflazione e incertezza

Durante la presentazione del rapporto, Petya Koeva Brooks, vicedirettrice del Dipartimento di Ricerca del FMI, ha spiegato che il mantenimento delle stime è legato alla sostanziale stabilità dei principali indicatori economici.

Tra gli elementi positivi, il Fondo sottolinea il contributo degli investimenti finanziati dal PNRR, che continuano a sostenere l’attività economica del Paese. Allo stesso tempo, però, restano diversi fattori che limitano la crescita, tra cui l’aumento dei prezzi dell’energia, il rincaro dei beni alimentari e un contesto caratterizzato da elevata incertezza, che continua a frenare i consumi delle famiglie.

Crescono i rischi per l’economia italiana

L’FMI evidenzia inoltre che le prospettive economiche dell’Italia rimangono esposte a diversi elementi di rischio. In particolare, il Fondo segnala rischi orientati al ribasso per la crescita economica e al rialzo per l’inflazione.

Gli investimenti sono stati rivisti positivamente anche in considerazione della forte dipendenza italiana dalle importazioni energetiche e, secondo le previsioni, dovrebbero mantenersi al di sopra degli obiettivi almeno fino al 2028.

Inflazione globale prevista in aumento nel 2026

Nel rapporto il Fondo Monetario Internazionale dedica spazio anche allo scenario internazionale, prevedendo una temporanea accelerazione dell’inflazione globale.

Secondo le nuove stime, il tasso complessivo dovrebbe passare dal 4,1% del 2025 al 4,7% nel 2026, per poi ridursi al 3,9% nel 2027. L’aumento previsto per il prossimo anno è attribuito principalmente ai rincari dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari.

Rispetto alle previsioni formulate ad aprile, il FMI ha rivisto al rialzo le stime sull’inflazione di 0,3 punti percentuali per il 2026 e di 0,2 punti percentuali per il 2027.

Inflazione diversa da Paese a Paese

Il Fondo sottolinea che l’evoluzione dell’inflazione continuerà a essere molto differente tra le principali economie mondiali. A incidere saranno fattori come l’andamento dei tassi di cambio, la persistenza dell’inflazione nel settore dei servizi, le condizioni del mercato del lavoro e le specificità economiche dei singoli Paesi.

Per quanto riguarda il ritorno agli obiettivi delle banche centrali, il FMI prevede tempi differenti: entro la metà del 2027 nel Regno Unito, entro la fine del 2027 negli Stati Uniti e in Giappone, mentre nell’area euro il rientro dell’inflazione ai livelli desiderati è atteso soltanto nel 2028. In Cina, invece, l’inflazione dovrebbe aumentare gradualmente partendo dagli attuali livelli contenuti. Fonte: LaPresse

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