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Follia a Mentana: lo uccide dopo averlo visto parlare con la sua ex

Pubblicato il 28 Giugno 2026

La vittima aggredita all’alba è morta dopo il ricovero in ospedale

Un uomo di 46 anni è morto dopo una violenta aggressione avvenuta nella mattinata di ieri, sabato 27 giugno, a Mentana, in provincia di Roma. Per il delitto è stato fermato un 49enne gravemente indiziato di omicidio.

L’allarme è scattato intorno alle 5 del mattino in via Sant’Antonio, dove i Carabinieri della Stazione di Mentana sono intervenuti dopo una segnalazione arrivata dai soccorritori dell’Ares 118 per una lite tra due persone.

Quando i militari sono arrivati sul posto hanno trovato il 46enne a terra e in condizioni disperate. L’uomo è stato trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale di Monterotondo, ma nonostante i tentativi dei medici è deceduto poco dopo.

L’aggressione sarebbe nata per motivi di gelosia

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 49enne avrebbe visto la vittima mentre stava parlando con una donna con cui aveva avuto una relazione sentimentale terminata da poche settimane.

L’uomo, dopo aver notato la scena mentre transitava in auto lungo via Sant’Antonio, sarebbe sceso dal veicolo e avrebbe affrontato il 46enne. Stando alle prime ricostruzioni, l’aggressione sarebbe poi degenerata: il 49enne avrebbe colpito la vittima con calci e pugni fino a farla cadere a terra, provocandone la morte.

Gli investigatori ipotizzano che alla base del gesto ci siano stati motivi di gelosia legati al rapporto con la donna.

Indagini coordinate dalla Procura di Tivoli

Le attività investigative sono state condotte dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Monterotondo e della Stazione di Mentana, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Tivoli.

Il 49enne, ritenuto responsabile dell’aggressione, sarebbe stato inoltre trovato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti al momento dei fatti, secondo gli elementi raccolti dagli investigatori.

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli a Roma, come disposto dall’autorità giudiziaria. Fonte: LaPresse

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