Pubblicato il 23 Aprile 2026
Individuato il presunto responsabile in poche ore
Un uomo di 34 anni è stato identificato e denunciato dai Carabinieri della Stazione di Randazzo come presunto autore di una violenta aggressione ai danni di due cittadini del posto, di 66 e 71 anni. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, ancora da verificare in sede giudiziaria, sarebbe lui il responsabile delle gravi lesioni riportate dalle vittime.
La lite nel bar e l’escalation di violenza
L’episodio si sarebbe verificato intorno alle 22:30 all’interno di un bar nei pressi di via Bonaventura. Il 34enne, operaio originario del palermitano e temporaneamente domiciliato a Randazzo per lavori di ristrutturazione dell’ufficio postale, stava conversando con il 66enne.
Inizialmente il dialogo appariva tranquillo, ma in breve tempo la situazione è degenerata in un acceso litigio. Il titolare del locale, un uomo di 71 anni, è intervenuto invitando i due a uscire con la scusa della chiusura.
L’aggressione in strada e il coinvolgimento del gestore
Una volta fuori, il 34enne avrebbe colpito con un pugno il 66enne, scatenando il panico. Il gestore, accorso per aiutare, sarebbe stato a sua volta aggredito e colpito al volto con violenza, riportando una forte emorragia al naso.
Il ritorno dell’aggressore e il pestaggio
Nonostante l’aggressione iniziale, la situazione è peggiorata ulteriormente. Dopo essersi allontanato, il 34enne sarebbe tornato e, colpendo il 66enne alle spalle, gli avrebbe fatto perdere i sensi. L’uomo, già a terra, sarebbe stato continuamente percosso al capo, aggravando le sue condizioni.
L’intervento del gestore e l’arrivo dei soccorsi
Per fermare l’aggressione, il 71enne avrebbe reagito impugnando un mattarello e minacciando l’uomo, riuscendo così a farlo allontanare definitivamente. Subito dopo, nonostante le ferite, si è recato in caserma per chiedere aiuto.
I Carabinieri sono intervenuti tempestivamente, allertando il personale del 118. I feriti sono stati trasportati all’ospedale di Bronte, dove è stata emessa per entrambi una prognosi di 30 giorni. Il 66enne ha necessitato anche di alcuni giorni di ricovero.
Le indagini e la confessione
Le indagini sono partite immediatamente, con l’analisi delle immagini di videosorveglianza del bar e l’attività investigativa sul territorio. Questo ha permesso ai militari di risalire rapidamente al sospettato, individuato presso il cantiere in cui lavorava.
Una volta riconosciuto, il 34enne avrebbe ammesso le proprie responsabilità, spiegando che l’aggressione sarebbe nata per motivi banali.

