Pubblicato il 23 Giugno 2026
Quasi 15 miliardi di euro a rischio: l’Ue attende una scelta da Roma
L’Italia ha ancora circa un mese di tempo per decidere come utilizzare i fondi del programma europeo Safe dedicato alla difesa. In caso contrario, le risorse disponibili, pari a quasi 15 miliardi di euro, potrebbero essere redistribuite agli altri Paesi partecipanti, visto il forte interesse già manifestato.
A riferirlo è una fonte europea vicina al dossier, secondo cui la Commissione Ue sta completando gli ultimi passaggi con le altre capitali coinvolte e sta lavorando anche alla definizione della partecipazione dell’Ungheria.
Bruxelles chiede chiarezza: dopo gli accordi il margine per l’Italia finirà
Il processo europeo è ancora in fase di definizione, con la firma dei contratti finali con gli Stati membri coinvolti. Una volta conclusi questi passaggi, l’Italia non avrà più la possibilità di accedere alla quota di fondi prevista dal programma Safe.
“Presto servirà chiarezza”, avrebbe sottolineato la fonte europea, evidenziando la necessità per il governo italiano di arrivare rapidamente a una decisione.
Crosetto: la scelta dipende dalle possibilità di Giorgetti
Sul tema è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha spiegato il confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
“Giancarlo sa perfettamente quello che vorrei fare e io so cosa lui può fare. Sul Safe dipende dalle possibilità che ha”, ha dichiarato Crosetto durante la trasmissione “Il giorno de La Verità”.
Il ministro ha inoltre ribadito l’importanza di rispettare gli impegni legati alla crescita della spesa per la difesa, compreso l’aumento dello 0,15% del Pil previsto nei prossimi anni.
Il rapporto tra Crosetto e Giorgetti: confronto ma nessuna rottura
Crosetto ha spiegato di confidare nella consapevolezza di Giorgetti rispetto agli impegni presi dal governo, sottolineando il rapporto personale tra i due ministri.
“Con Giorgetti è impossibile litigare, io sono più fumantino. Io e Giancarlo siamo amici”, ha affermato Crosetto, ricordando anche il peso politico della scelta di evitare l’uscita dalla procedura europea di infrazione.
Ora la decisione sul programma Safe resta nelle mani dell’esecutivo: Roma dovrà chiarire in tempi brevi se intende utilizzare i fondi europei per la difesa o rischiare di perderli a favore degli altri Paesi partecipanti.

