Pubblicato il 13 Febbraio 2026
Sopralluoghi estesi tra centro urbano e aree periferiche
Si sono concluse nel primo pomeriggio di oggi, 13 febbraio, le attività di verifica tecnica nei luoghi colpiti dalla frana a Niscemi. Per il secondo giorno consecutivo, i magistrati della Procura di Gela, affiancati da consulenti tecnici e forze dell’ordine, hanno effettuato rilievi approfonditi sull’intera area interessata dal dissesto.
Le operazioni hanno riguardato non solo la zona a valle del movimento franoso, già esaminata nella giornata precedente, ma anche le strade esterne al centro abitato e i terreni circostanti, con controlli capillari finalizzati a comprendere l’estensione e le cause del fenomeno.
Il contributo dei consulenti universitari
A supporto dell’indagine sono intervenuti tre docenti dell’Università degli Studi di Palermo: Chiara Cappadonia, esperta di Geologia applicata e Geologia tecnica; Maurizio Gasparo Morticelli, docente di Geologia strutturale; ed Edoardo Rotigliano, docente di Geomorfologia.
Gli specialisti, insieme ai pubblici ministeri e agli investigatori, hanno effettuato sopralluoghi sia via terra sia in elicottero, concentrando l’attenzione anche sull’area urbana classificata come zona rossa, dove permangono le maggiori criticità.
Monitoraggio costante e raccolta dati per l’inchiesta
Il procuratore capo Salvatore Vella, insieme al cosiddetto “pool frana” della Procura, alla polizia e ai vigili del fuoco, sta coordinando un’attività di monitoraggio continuo della situazione attuale.
L’obiettivo è acquisire elementi tecnici e dati scientifici che saranno determinanti per ricostruire con precisione la dinamica dell’evento e accertare eventuali responsabilità nel prosieguo dell’inchiesta. Fonte: Ansa

