Pubblicato il 21 Gennaio 2025
Era stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, nel 2017, per il naufragio della Costa Concordia
Francesco Schettino, ex comandante della nave da crociera Costa Concordia, ha chiesto di poter usufruire del regime di semilibertà. Schettino sta scontando una condanna definitiva a 16 anni di carcere, inflittagli nel 2017, per il naufragio della nave avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012. Nel naufragio morirono 32 persone e ci furono centinaia di feriti.
Schettino venne condannato in via definitiva per omicidio colposo plurimo, naufragio colposo e abbandono della nave Concordia.
Avendo già scontato la metà della pena, ha chiesto di accedere alle misure alternative al carcere. L’udienza si svolgerà il 4 marzo prossimo.
Le reazioni
“Dispiace sapere che potrebbe tornare a casa. Schettino deve pagare per le sue colpe – ha detto una delle sopravvissute al naufragio, Vanessa Brolli, al Resto del Carlino. “A prescindere dalla decisione dei giudici siamo certi che Schettino vivrà il resto dei suoi giorni con addosso il peso di questa tragedia. Questa è la più grande pena per lui. Anche se dovesse uscire dal carcere, dovrà convivere con questa colpa per tutta la vita”.
Il lavoro in carcere per l’ex comandante
Schettino beneficia di 45 giorni all’anno di permessi ottenuti grazie alla buona condotta mantenuta nel carcere romano in cui è recluso. L’ex comandante della Costa Concordia, tre anni fa, aveva ottenuto la possibilità di lavorare in carcere: gli era stato affidato il compito di lavorare alla digitalizzazione dei documenti giudiziari della strage di Ustica e della strage di via Fani a Roma, con il sequestro e poi l’assassinio dell’onorevole Aldo Moro.

