Pubblicato il 12 Marzo 2026
Operazione della Guardia di Finanza
Un’indagine della Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sette persone indagate nell’ambito di un’inchiesta su una presunta frode legata al pagamento delle accise sui prodotti energetici.
Le ordinanze sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura della Repubblica di Catania.
Secondo gli investigatori, cinque degli indagati sarebbero coinvolti, in concorso, nel reato continuato di sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle accise sul carburante.
Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria – gruppo tutela finanza pubblica, hanno interessato diverse province italiane: Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma. Gli accertamenti si sono basati su intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, oltre all’analisi di documenti contabili ed extracontabili.
L’imprenditore al centro dell’inchiesta
Al centro del presunto sistema illecito figura Alfredo Carcagnolo, imprenditore di Adrano di 38 anni attivo nel settore del trasporto su gomma e della logistica.
Secondo l’accusa, l’uomo sarebbe amministratore di diritto o di fatto di sei aziende di trasporto con sede nella stessa città e avrebbe organizzato un sistema per rifornire i propri mezzi di gasolio evitando il pagamento delle accise.
Il presunto sistema di frode sul carburante
Gli investigatori hanno ricostruito due distinti canali illeciti di approvvigionamento del carburante.
Il primo riguarderebbe l’importazione di grandi quantitativi di gasolio provenienti da raffinerie dell’Europa orientale. L’operazione sarebbe stata organizzata con la mediazione di Andrea Morroni, titolare della società britannica Oil Oil Trading Ltd.
Il carburante sarebbe stato trasportato in Italia su gomma e su rotaia, accompagnato da documenti che lo indicavano falsamente come “liquido bio anticorrosivo”, una categoria esente da imposte.
Secondo gli investigatori, i trasporti sarebbero stati effettuati da diversi autisti, tra cui Pietro Puglisi. Il quantitativo complessivo stimato ammonta a circa 400 mila litri di prodotto energetico utilizzato in modo irregolare.
L’utilizzo di gasolio agricolo
Il secondo filone dell’inchiesta riguarda l’acquisto di gasolio agevolato destinato all’agricoltura, che beneficia di un’aliquota IVA ridotta al 10% e di accise molto più basse rispetto al carburante per autotrazione.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il carburante sarebbe stato acquistato da un deposito nella provincia di Enna gestito da Armando Grillo e poi utilizzato per rifornire i mezzi delle aziende di trasporto riconducibili all’imprenditore.
Per nascondere l’operazione, le forniture sarebbero state formalmente fatturate a una cooperativa agricola con sede a Biancavilla, amministrata da Rocco Di Primo, anche se il carburante sarebbe stato destinato alle imprese di trasporto.
Misure cautelari e sequestri
Il gip del Tribunale di Catania ha disposto misure cautelari personali e sequestri patrimoniali.
In particolare:
- obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Carcagnolo e Puglisi
- divieto di esercitare attività d’impresa per Morroni, Grillo e Di Primo
Sul piano patrimoniale è stato disposto il sequestro diretto e per equivalente di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per oltre 235 mila euro.
Il provvedimento ha riguardato in particolare tre società con sede ad Adrano riconducibili all’imprenditore:
- Tir International srl
- Logistica Zero
- New Logistica
Per la Tir International srl è stato disposto anche il sequestro per responsabilità amministrativa degli enti.
Carburante e mezzi sequestrati durante le indagini
Nel corso delle attività investigative, svolte con il supporto dei nuclei di polizia economico-finanziaria di Padova, Ravenna e Udine e della compagnia della Guardia di Finanza di Tolmezzo, sono stati sequestrati:
- circa 143 mila litri di prodotti energetici
- un deposito abusivo di carburante
- sette mezzi tra tank container, trattori stradali e semirimorchi
- 58 cisterne cubiche, pompe di sollevamento e una pistola erogatrice
Gli accertamenti proseguono per chiarire l’ampiezza del presunto sistema di frode e il coinvolgimento di eventuali altri soggetti.

