Pubblicato il 6 Luglio 2025
Un permesso per laurearsi si trasforma in fuga
Andrea Cavallari, 26 anni, uno dei membri della tristemente nota “banda dello spray”, è irreperibile dopo aver ottenuto un permesso per discutere la tesi di laurea. Condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi di reclusione per la strage avvenuta nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo nel dicembre 2018, Cavallari non ha più fatto ritorno in carcere dopo l’uscita concessa dal Tribunale di Sorveglianza.
La dinamica della fuga
Il giovane, detenuto presso il carcere di Bologna, aveva ottenuto l’autorizzazione per recarsi all’Università di Bologna a discutere la tesi di laurea triennale in Scienze Giuridiche, specializzandosi come consulente del lavoro e delle relazioni aziendali. Era accompagnato solo dai familiari, senza alcuna scorta della polizia penitenziaria.
Dopo la cerimonia e la proclamazione, Cavallari si è allontanato con la fidanzata e da allora ha fatto perdere completamente le sue tracce. Al momento, non si hanno notizie sulla sua posizione.
Le reazioni istituzionali
Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, ha espresso preoccupazione sull’accaduto, sottolineando: “Bisogna dare maggiore peso al ruolo della polizia penitenziaria nelle valutazioni per la concessione di benefici ai detenuti”.
La strage alla Lanterna Azzurra
La notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, prima di un concerto del trapper Sfera Ebbasta, nella discoteca Lanterna Azzurra si scatenò il caos. Un uso deliberato di spray urticante da parte del gruppo di cui faceva parte Cavallari provocò il panico tra centinaia di giovani. Nella calca e nella fuga disordinata morirono sei persone: cinque minorenni e una madre di 39 anni. Altri 59 rimasero feriti.
Le condanne alla banda dello spray
Cavallari e altri sei componenti della banda sono stati condannati per i gravi reati connessi a quella notte: omicidio preterintenzionale plurimo, furto, rapina e lesioni. Il 2 luglio 2024, è stata confermata la condanna anche per Riccardo Marchi, ottavo membro del gruppo, che ha sempre negato di essere presente alla Lanterna Azzurra quella sera. La Corte d’Assise d’Appello di Ancona gli ha inflitto 10 anni e 5 mesi.
Un episodio che riapre ferite e interrogativi
La fuga di Cavallari non solo rappresenta una falla gravissima nel sistema di sorveglianza, ma riporta all’attenzione pubblica l’immenso dolore delle famiglie delle vittime di Corinaldo. Immagine di repertorio

