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funghi

Funghi killer: cena in famiglia si trasforma in tragedia

Pubblicato il 10 Settembre, 2022

Una cena a base di funghi. Poi la tragedia che travolge una famiglia.

E’ successo a Polignano a Mare.

Una donna di 53 anni è morta per avvelenamento dopo consumato funghi crudi, precedentemente raccolti sul Pollino.

Subito dopo la cena, la donna ha cominciato ad avvertire un forte senso di nausea e mal di testa. Poi ha cominciato ad accusare anche dolori addominali, vomito e diarrea.

La corsa dei familiari al pronto soccorso dell’ospedale di Monopoli, da dove, riscontrati i gravi sintomi, la 53enne è stata trasferita d’urgenza al Policlinico di Bari.

I medici, però, non hanno potuto salvarla: la situazione clinica era già compromessa ed è peggiorata fino alla morte causata da un’insufficienza epatica.

Ricoverato in condizioni gravi anche il padre 73enne della vittima, che però non sarebbe in pericolo di vita.

Intossicati in maniera lieve i due fratelli della 53enne, che avevano partecipato alla cena.

Le intossicazioni da funghi possono essere molto gravi, perfino letali. 

Si suddividono in lunga e breve latenza. Alla prima casistica fa riferimento una delle principali cause di morte per intossicazione da funghi.

E’ la sindrome falloidea. I sintomi vanno da una prima fase di disturbi gastrointestinali all’insufficienza epatica, che può portare al decesso, nel corso del primo mese.

La sindrome orellanica ha una latenza di 48 ore, ma che può arrivare anche ai 20 giorni. Si manifesta con disturbi gastrointestinali, disidratazione con dolori addominali e sete intensa. Dopo una fase silente i sintomi possono tornare a manifestarsi con insufficienza renale (dolori lombari, sete, crampi, tremore, difficoltà a urinare o frequente stimolo). Nei casi può gravi può rendere necessario il trapianto del rene.

La sindrome giromitrica ha una latenza da 5 a 24 ore. Si manifesta con disturbi gastrointestinali, cefalea, disidratazione, dispnea fino ad arrivare all’ittero e all’insufficienza epatica. Possono inoltre presentarsi disturbi neuropsichiatrici come irrequietezza o delirio, ma anche disturbi visivi.

La sindrome paxillica ha una latenza da 1 a 9 ore e si manifesta con disturbi gastrointestinali o dopo indigestioni ravvicinate. In questo secondo caso, nelle situazioni più gravi, possono comparire anche anemia, ittero e collasso. 

Più brevi invece come comparsa di sintomi sono la sindrome muscarinica: tra i 15 minuti a 4 ore si manifesta con disturbi gastrointestinali, con perdite di liquidi dal naso o dalla bocca, il restringimento della pupilla e rallentamento del battito cardiaco.

Stessa latenza anche per la sindrome panterinica che si manifesta con disturbi neuropsichiatrici (euforia, collera, stato confusionale, sensazione di ebbrezza), dilatazione o restringimento della pupilla a fasi alterne, problemi di coordinazione muscolare.

Tuttavia raramente porta alla morte.

In concomitanza con l’assunzione di bevande alcoliche si può manifestare una sindrome detta psilocibinica e psicotropa con eritemi su cute del viso, collo e sul cuoio capelluto, possibili tachicardie, vertigini, perdita delle forze e stordimento. 

Ecco alcune semplici regole:

  • Non è vero che sul legno crescono solo i funghi buoni così come non è vero che i funghi nati vicino al ferro siano tutti cattivi.
  • Non è vero che funghi buoni diventano non più commestibili se messi a contatto con i velenosi così come non è vero che la prebollitura renda tutti i funghi commestibili;
  • Non è vero che i funghi mangiati dagli animali sono automaticamente buoni anche per l’uomo. 

Raccogliere solo funghi di cui si abbia assoluta certezza della commestibilità e in caso di dubbi sottoporli al controllo dell’AUSL o dei gruppi micologici. Inoltre, non raccogliere i funghi che crescono vicino a fonti d’inquinamento o in campi trattati chimicamente .