« Torna indietro

La furia di Copenaghen sulla Groenlandia: “Un’aggressione segnerebbe la fine della Nato”

Pubblicato il 6 Gennaio 2026

L’Europa reagisce alle nuove parole di Trump

Le nuove dichiarazioni di Donald Trump sull’eventuale annessione della Groenlandia scuotono l’Europa e riaccendono un timore che sembrava impensabile fino a poco tempo fa. Dopo le tensioni internazionali più recenti, il presidente degli Stati Uniti torna a evocare la sicurezza nazionale, parlando di presunte presenze cinesi e russe attorno all’isola artica e accusando la Danimarca di non essere in grado di garantirne la difesa, ignorando il fatto che il Paese fa parte della Nato.

È proprio questo il punto che fa tremare le cancellerie europee: se Washington passasse dalle parole ai fatti contro un alleato, l’Alleanza Atlantica rischierebbe di trasformarsi in un ricordo del passato.

La Danimarca alza la voce: “Così crolla l’Alleanza”

A esprimersi con toni insolitamente duri è la premier danese Mette Frederiksen, nella foto d’apertura, che respinge con decisione ogni accusa di negligenza sulla sicurezza dell’isola.
Ci aspettiamo che tutti, e in particolare i nostri alleati, rispettino i confini nazionali esistenti”, ha dichiarato, sottolineando che Danimarca e Groenlandia non accetteranno minacce di questo tipo.

La premier è andata oltre, tracciando una linea rossa netta: un attacco militare statunitense contro un altro Paese Nato significherebbe la fine dell’Alleanza stessa e dell’assetto di sicurezza costruito dal secondo dopoguerra. Uno scenario che l’Europa non vuole nemmeno contemplare, ma che obbliga molti governi a prendere posizione.

Il sostegno del Regno Unito e dell’Unione Europea

Anche il premier britannico Keir Starmer ha scelto di schierarsi apertamente con Copenaghen.
“La Danimarca è un alleato stretto nella Nato – ha affermato – e il futuro della Groenlandia deve essere deciso solo da Danimarca e groenlandesi”.

Sulla stessa linea l’Unione Europea. Una portavoce della Commissione ha ribadito che Bruxelles difende i principi di sovranità e integrità territoriale, come sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, ed esprime piena solidarietà alla Danimarca e alla Groenlandia, escludendo qualsiasi paragone con altre crisi internazionali proprio per la comune appartenenza all’Alleanza Atlantica.

Un territorio autonomo e un futuro ancora incerto

La Groenlandia conta meno di 60mila abitanti ed è un territorio autonomo, dotato di un proprio parlamento e di un governo locale, pur restando formalmente parte del Regno di Danimarca, che ne sostiene l’economia con consistenti trasferimenti.
Da anni si discute di una possibile indipendenza e Copenaghen ha aperto alla possibilità di un referendum, ma la scelta non è mai stata compiuta. Pesano le incognite economiche e ambientali, soprattutto legate allo sfruttamento delle terre rare in un ecosistema estremamente fragile.

Le ‘uscite’ di Trump arrivano quindi in un momento particolarmente delicato, mentre sull’isola è ancora aperto il dibattito su un passato definito da molti di stampo coloniale.

Nuuk dice basta: “Niente fantasie di annessione”

A mettere un punto fermo è stato il primo ministro groenlandese Jens Frederik Nielsen, eletto di recente.
Basta pressioni, basta insinuazioni, basta fantasie di annessione”, ha scritto sui social. La Groenlandia, ha spiegato, resta aperta al dialogo, ma solo nel rispetto del diritto internazionale e attraverso i canali appropriati.

Un messaggio chiaro che arriva dal cuore dell’Artico e che, oggi più che mai, risuona in tutta Europa. Foto: wikipedia.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *