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Furti d’auto ed estorsioni a Palermo: nove arresti per un giro da 2 milioni di euro

Pubblicato il 31 Maggio 2026

Operazione della Polizia contro un’associazione criminale

A Palermo la Polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone, ritenute coinvolte in una presunta associazione a delinquere finalizzata a furti aggravati di veicoli, riciclaggio ed estorsione.

Al centro dell’inchiesta il sistema del cosiddetto “cavallo di ritorno”, una pratica in cui le auto rubate venivano successivamente restituite ai proprietari dietro pagamento di denaro, spesso dopo essere state danneggiate o smontate.

Il meccanismo dei furti e il “cavallo di ritorno”

Le indagini hanno preso avvio dal ripetersi di numerosi furti d’auto, seguiti dalla loro restituzione a distanza di pochi giorni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i veicoli non venivano sempre riconsegnati integri: in molti casi venivano smontati per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio.

Nel periodo compreso tra 28 aprile 2024 e 28 febbraio 2025 sono stati documentati 55 episodi di furto, con un giro d’affari stimato in circa 2 milioni di euro.

La base operativa e il mercato dei pezzi di ricambio

Il gruppo avrebbe avuto una base logistica in Viale della Regione Siciliana, utilizzata per custodire le auto rubate prima dello smontaggio.

Le attività illecite ruotavano attorno alla successiva rivendita dei componenti sul mercato nero, generando profitti consistenti e difficili da tracciare.

Indagati, officine sequestrate e sviluppi dell’inchiesta

Oltre agli arresti, risultano complessivamente 30 persone indagate a piede libero per vari ruoli nell’organizzazione.

Nel corso dell’operazione sono state controllate 7 officine meccaniche, di cui due poste sotto sequestro, situate tra le zone di corso Calatafimi e Montegrappa, dove sono state trovate parti di veicoli rubati smontati.

Le indagini sono state condotte dal Commissariato Porta Nuova, che ha coordinato gli accertamenti sul territorio e la ricostruzione della rete criminale.

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