Pubblicato il 21 Luglio 2026
Scoperta una presunta organizzazione attiva nella trasformazione delle vetture rubate
C’è anche Catania tra i territori coinvolti nell’inchiesta su un presunto gruppo criminale specializzato nei furti di automobili e nella successiva trasformazione dei veicoli per riportarli sul mercato.
L’indagine è stata condotta dai carabinieri della stazione di Buccheri e avrebbe ricostruito l’attività della presunta organizzazione non solo nel capoluogo etneo, ma anche in diversi centri della Sicilia orientale, tra cui Francofonte, Floridia, Buccheri e Ragusa.
Secondo l’accusa, il gruppo non si sarebbe limitato alla sottrazione delle vetture, ma avrebbe gestito un’intera filiera composta da recupero, modifica e rivendita dei mezzi rubati.
Le prove raccolte durante le perquisizioni
Gli investigatori hanno analizzato il materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni, tra cui diverse targhe associate a veicoli risultati rubati, oltre alle copie forensi dei dispositivi informatici e dei telefoni cellulari acquisiti durante le operazioni.
Un ruolo importante nell’indagine sarebbe stato svolto anche dall’esame dei tabulati telefonici delle utenze riconducibili agli indagati, elementi che avrebbero permesso ai militari di delineare la struttura e il funzionamento del presunto gruppo organizzato.
Dalle verifiche sarebbe emersa un’attività finalizzata alla “sottrazione, gestione, trasformazione e successiva re-immissione sul mercato di autovetture provento di furto”.
Auto modificate con targhe clonate e documenti falsificati
Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli indagati avrebbero curato anche le fasi successive al furto, rendendo nuovamente commerciabili le automobili attraverso una serie di interventi illeciti.
Tra le attività contestate figurano:
- la clonazione delle targhe dei veicoli;
- la modifica dei sistemi elettronici delle automobili;
- la falsificazione della documentazione intestata a persone estranee ai fatti.
I documenti contraffatti sarebbero stati poi utilizzati per effettuare passaggi di proprietà fittizi presso gli uffici della Motorizzazione e dell’Aci, oltre che per attivare nuove utenze e ottenere finanziamenti e prestiti personali.
Gli arrestati trasferiti nelle carceri di Siracusa e Ragusa
Al termine delle attività investigative, gli arrestati sono stati trasferiti nelle case circondariali di Siracusa e Ragusa.
Gli accertamenti dei carabinieri proseguono per chiarire in modo dettagliato il ruolo di ciascun indagato e per ricostruire l’eventuale estensione dell’attività del gruppo criminale sul territorio siciliano.

