Pubblicato il 22 Luglio 2025
La conferma ufficiale dalla Questura di Lecce
È stata confermata la morte cerebrale del bambino di 7 anni originario di La Spezia, soccorso domenica scorsa nella piscina di un parco acquatico di Gallipoli. La comunicazione è arrivata direttamente dalla Questura di Lecce, al termine delle sei ore di osservazione previste nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Sacro Cuore di Gesù, dove il piccolo era stato ricoverato in condizioni disperate.
Domenica il tragico incidente
Il tragico episodio è avvenuto nel pomeriggio di domenica 20 luglio. La dinamica dell’incidente non è ancora stata chiarita e sul caso è stata aperta un’indagine da parte della Procura di Lecce, al momento senza indagati.
Il bambino sarebbe stato visto giocare con altri coetanei prima di finire nel punto più profondo della piscina. Non è ancora chiaro se sia caduto accidentalmente o si sia tuffato volontariamente. A notare la sua presenza immobile in acqua è stato il padre, che ha immediatamente lanciato l’allarme.
Soccorsi immediati ma inutili
I bagnini del parco sono intervenuti con prontezza, riportando il bambino fuori dall’acqua. Poco dopo è arrivata un’ambulanza e i sanitari hanno provato a rianimarlo. Dopo diversi tentativi, il cuore del piccolo ha ripreso a battere, ma il tempo trascorso sott’acqua è stato troppo lungo. È stato quindi trasferito in Rianimazione, dove ha lottato per ore tra la vita e la morte.
Le condizioni già gravissime
Nella giornata di ieri, la Questura aveva smentito alcune notizie che parlavano di decesso già avvenuto, precisando che il bambino era ancora in vita, anche se in condizioni estremamente gravi. Oggi, 22 luglio, purtroppo, la situazione si è conclusa nel peggiore dei modi.
Assenza di telecamere e testimonianze poco chiare
A complicare le indagini è il fatto che la struttura non disporrebbe di telecamere di sorveglianza, un elemento che rende più difficile ricostruire l’accaduto. Gli agenti della Polizia hanno già raccolto alcune testimonianze, ma rimangono ancora molti dubbi.
Secondo le prime ricostruzioni, il bambino non sapeva nuotare e sembra che non indossasse i braccioli. Nessuno, tra i presenti, avrebbe notato il momento in cui è andato in difficoltà, né si sarebbero udite grida di aiuto.
Indagini in corso
La Polizia prosegue le indagini per fare chiarezza su quanto accaduto. Si cerca di stabilire eventuali responsabilità e di comprendere se siano stati rispettati tutti i protocolli di sicurezza all’interno del parco acquatico.
Una tragedia che scuote l’intero Paese, mentre la famiglia del piccolo è distrutta dal dolore e attende risposte.

