Pubblicato il 24 Giugno 2026
Dopo oltre un anno di detenzione, Alemanno torna libero e denuncia il problema del sovraffollamento
Gianni Alemanno è uscito dal carcere romano di Rebibbia dopo 1 anno, 5 mesi e 24 giorni di reclusione. L’ex sindaco di Roma era detenuto nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, per le accuse di traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio.
Al momento della scarcerazione, Alemanno ha dichiarato: “Esco dal carcere da innocente”, ribadendo la propria posizione sulla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto.
Subito dopo la liberazione, l’ex primo cittadino della Capitale ha puntato l’attenzione sulle condizioni delle carceri italiane, criticando l’operato dell’esecutivo: “Il governo Meloni sul sovraffollamento non ha fatto niente”.
L’incontro con Vannacci e la nuova prospettiva politica
All’uscita da Rebibbia, Alemanno ha annunciato che avrebbe incontrato Roberto Vannacci per una cena, definendolo “un volto nuovo, una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa”.
L’ex sindaco ha spiegato che il confronto riguarderà diversi temi, anche se non mancano differenze di vedute: “Parleremo di tante cose, anche se non siamo d’accordo su tutto”.
Accolto da sostenitori e militanti dell’area politica di destra, Alemanno ha chiarito di non sentirsi abbandonato: “Non mi sento tradito da nessuno”, pur evidenziando quello che definisce un problema politico.
Secondo Alemanno, l’Italia avrebbe bisogno di un cambiamento profondo: “Sono un sovranista e non accetto una politica conservatrice. In Italia non c’è niente da conservare e bisogna cambiare tutto”.
La denuncia sulle condizioni delle carceri italiane
Durante le dichiarazioni ai giornalisti, Alemanno ha raccontato la propria esperienza durante la detenzione, definendo il sistema carcerario italiano una situazione critica.
“Il carcere è una vergogna per la Repubblica”, ha affermato, sostenendo che le strutture penitenziarie non offrirebbero adeguate possibilità di recupero e reinserimento.
Per l’ex sindaco, la questione del sovraffollamento dovrebbe superare gli schieramenti politici: “Non è una battaglia di destra o di sinistra, riguarda la Repubblica italiana”.
Alemanno ha auspicato un intervento del Parlamento con una legge condivisa e ha dichiarato di voler affrontare il tema sia con Vannacci sia con il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Secondo l’ex amministratore romano, il problema principale resta il numero eccessivo di detenuti rispetto alla capacità delle strutture: “Con il 140% di affollamento non si riesce a fare nulla”.
Il sostegno politico e l’adesione a Futuro Nazionale
Dopo la scarcerazione, Alemanno ha pranzato con amici e sostenitori in un ristorante vicino a via Tiburtina, a Roma. Nel corso dell’incontro ha ricevuto anche il sostegno di esponenti della sua area politica.
Parlando della comunità che lo ha accolto, ha dichiarato: “Sono molto contento non solo della libertà ma anche della comunità che mi è stata accanto”.
L’ex fondatore di Alleanza Nazionale ha inoltre confermato il proprio avvicinamento a Futuro Nazionale, spiegando che il movimento rappresenta una nuova fase del suo percorso politico.
Alemanno promuove Vannacci e critica la linea di Meloni
Alemanno ha definito Roberto Vannacci “l’uomo nuovo della destra italiana”, sottolineando il suo percorso militare e le sue esperienze internazionali.
Secondo l’ex sindaco, il generale avrebbe caratteristiche politiche differenti rispetto agli attuali protagonisti della destra: “Ha il coraggio di cambiare”.
Il principale punto di distanza con Giorgia Meloni, secondo Alemanno, sarebbe la scelta di trasformare il sovranismo in una linea più conservatrice: “Meloni ha fatto il grande errore di convertire il bisogno di sovranismo della destra in conservatorismo”.
Nordio: “Ascolterò Alemanno, ma non so se Vannacci sia favorevole all’amnistia”
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto alle dichiarazioni dell’ex sindaco di Roma annunciando la disponibilità a incontrarlo.
“Quanto prima sarò lieto di ascoltare Alemanno”, ha dichiarato Nordio, spiegando di aver già incontrato rappresentanti della Polizia penitenziaria e familiari delle vittime.
Sul possibile coinvolgimento di Vannacci nella discussione sul tema carcerario, il ministro ha precisato: “Non conosco suggerimenti del generale Vannacci e non so se sia favorevole a una sorta di amnistia”.
Nordio ha poi ribadito la propria visione del garantismo: ridurre il ricorso alla carcerazione preventiva e garantire la certezza della pena dopo un giusto processo.
Infine, il ministro ha ricordato di aver visitato numerosi istituti penitenziari italiani e ha sottolineato come il problema del sovraffollamento sia una criticità presente da decenni, difficile da risolvere rapidamente. Fonte: Ansa

