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Giarre, vasto servizio anticrimine coordinato, un arresto e due denunce

La Compagnia Carabinieri di Giarre, al fine di contrastare efficacemente il fenomeno dello spaccio droga e prevenire la consumazione di reati predatori, ha svolto un servizio coordinato per il controllo straordinario del territorio.

Con il dispiego di militari appartenenti al Nucleo Operativo della Compagnia, coadiuvati nello specifico dai colleghi delle Stazioni di Giarre e Riposto, dello Squadrone Eliportato Cacciatori di “Sicilia” e del Nucleo Cinofili di Nicolosi, hanno sistematicamente proceduto all’effettuazione di controlli e perquisizioni, domiciliari e personali, nel quartiere “Satellite” e nei comuni del circondario giarrese.

In tale contesto operativo i militari della Stazione di Riposto hanno arrestato un 42enne del posto, abitante in via Gaetano De Maio, con l’intento di svolgere una perquisizione.

L’uomo, che dapprima appariva sicuro alla vista dei militari, non ha potuto nascondere il proprio nervosismo alla vista del cane antidroga King del Nucleo Cinofili che, invero, ha contribuito al rinvenimento all’interno dell’abitazione di 13 dosi di cocaina, di una decina di grammi circa di marijuana, della somma di 185 ritenuta provento dello spaccio e, soprattutto di ben 9 schede SIM ancora sigillate che, verosimilmente, sarebbero servite all’uomo per effettuare indisturbatamente le sue conversazioni telefoniche di “lavoro” con i suoi esigenti clienti.

Nel corso dell’attività i militari hanno proceduto al deferimento di 2 persone, in particolare nell’abitazione di un 42enne del posto in via Imera, nella frazione di Macchia di Giarre, hanno rinvenuto otto pericolosi manufatti esplosivi di tipo artigianale occultati dietro un congelatore.

Sul posto, successivamente, sono intervenuti gli artificieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri che, dopo averli messi in sicurezza, li hanno campionati e repertati per la loro successiva distruzione.

Ancora in via Imera, inoltre, la perquisizione a carico di un 56enne ha permesso ai militari di rinvenire alcuni piccoli contenitori in plastica, all’interno dei quali l’uomo aveva accuratamente conservato la cospicua somma di €. 14.400,00.

La circostanza correlata alla mancata esibizione dei preziosi custoditi dall’uomo, formulatagli dai militari prima dell’inizio della perquisizione, nonché la sua incapacità a fornire indicazioni sulla provenienza di quella somma di denaro, oltretutto incompatibile se commisurata al reddito minimo da egli percepito, sono valse a quest’ultimo una denuncia per ricettazione.

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