Pubblicato il 17 Aprile 2026
Un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani
In Italia il gioco d’azzardo coinvolge una quota significativa di adolescenti. Quasi uno studente su due tra i 15 e i 16 anni (44,8%) ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno, un dato che risulta circa il doppio rispetto alla media europea.
Negli ultimi anni si è osservata anche una crescita marcata del gioco online tra i minori: la percentuale è passata dal 20% al 40% in soli sei anni, segnalando un cambiamento rapido nelle abitudini dei ragazzi. A evidenziare questo quadro è l’Associazione no-profit Gioco responsabile, che mette in guardia su una situazione sempre più preoccupante.
L’evoluzione digitale del gioco d’azzardo
Il gioco d’azzardo, come molti altri aspetti della quotidianità, si è progressivamente spostato sul digitale. Oggi spesso si presenta in forme ibride, a metà tra videogioco e scommessa, rendendo più difficile distinguerlo e riconoscerne i rischi.
Un esempio emblematico sono le loot box, meccanismi che prevedono il pagamento di denaro reale per ottenere ricompense casuali all’interno di un videogioco. Il funzionamento richiama quello delle slot machine, generando lo stesso tipo di stimolo e la spinta a ripetere l’esperienza.
A influenzare i più giovani contribuiscono anche contenuti online:
- streamer e influencer che mostrano vincite e sessioni di gioco
- video che enfatizzano i guadagni, raramente le perdite
- gruppi su piattaforme di messaggistica che promettono strategie “sicure” o pronostici infallibili
Il messaggio implicito è spesso fuorviante: il gioco viene percepito come facile, accessibile e potenzialmente redditizio.
I segnali della dipendenza da non sottovalutare
Riconoscere i primi segnali di una possibile dipendenza è fondamentale. Tra i più comuni si trovano:
- cambiamenti improvvisi dell’umore, come euforia seguita da irritabilità o apatia
- tendenza all’isolamento, con una vita sociale sempre più confinata online
- richieste frequenti di denaro
- calo del rendimento scolastico, dovuto a una costante distrazione legata al gioco
Questi comportamenti possono indicare che il gioco non è più un semplice passatempo.
Fattori di rischio: chi è più esposto
Non tutti gli adolescenti sono esposti allo stesso modo. Alcuni fattori aumentano significativamente il rischio di sviluppare una dipendenza:
- presenza di genitori che giocano, che normalizza il comportamento e può raddoppiare il rischio
- condizioni economiche difficili, che portano a vedere il gioco come una possibile via di uscita
- scarsa educazione finanziaria, che impedisce di comprendere il reale bilancio tra vincite e perdite
In questi contesti, il gioco può essere percepito non come intrattenimento, ma come una soluzione ai problemi.
Il ruolo dei genitori: come intervenire
Di fronte a questi segnali, il modo in cui gli adulti intervengono è cruciale. Gli esperti suggeriscono di evitare approcci conflittuali: lo scontro diretto raramente porta a risultati positivi.
È più efficace adottare un atteggiamento basato sulla curiosità non giudicante, affrontando il tema con apertura e senza accusare. L’obiettivo non è ottenere una confessione, ma costruire un dialogo che faccia sentire il ragazzo compreso e supportato.
Far capire che esiste una via d’uscita, senza colpevolizzare, è il primo passo per affrontare il problema in modo costruttivo.

