Pubblicato il 23 Giugno 2023
Benedetta Marzocchi, figlia 52enne di Giuseppina De Francesco, la 76enne pestata e uccisa nella villa di famiglia a Istia d’Ombrone, in provincia di Grosseto, è stata fermata con l’accusa di omicidio volontario.
La donna sarebbe la principale indiziata per il brutale delitto, avvenuto lo scorso 8 giugno.
Quella mattina la figlia chiamò il padre, il notaio Alessandro Marzocchi, 81 anni, dicendogli che nella villa erano entrati due uomini incappucciati i quali avrebbero aggredito sia lei sia la madre.
La versione di Benedetta Marzocchi non ha mai convinto gli investigatori dell’Arma dei carabinieri, guidati dal sostituto procuratore di Grosseto Giampaolo Melchionna.
Il pubblico ministero ha interrogato stamani la figlia 52enne, dopo che è stata dimessa dall’ospedale Misericordia di Grosseto, dove è stata ricoverata nel reparto di psichiatria due settimane in seguito allo stato confusionale in cui era caduto subito dopo l’arrivo dei carabinieri nella villa.
Secondo quanto si è appreso, nell’interrogatorio con il pm, la donna si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere. Il magistrato ha firmato un decreto di fermo e ha disposto che la figlia sia trasferita in carcere.
L’arresto è avvenuto sulla base di una serie di “elementi fortemente indizianti” nei confronti di Benedetta Marzocchi emersi dalle indagini del nucleo investigativo dell’Arma dei carabinieri di Grosseto, dagli accertamenti preliminari e dall’esame medico-legale dal sopralluogo dei tecnici del Ris.
Giuseppina De Francesco, insegnante in pensione, è morta massacrata di botte: sulla base dell’autopsia, il decesso sarebbe stato provocato da una serie di lesioni, ferite, ecchimosi e dallo schiacciamento del torace.
La mattina del delitto, la figlia fu trovata dai soccorritori del 118 con una serie di graffi alle braccia e alle gambe.

