Pubblicato il 14 Marzo 2026
L’intervento deciso dopo la crisi in Medio Oriente
Gli Stati Uniti hanno deciso di intervenire direttamente sui mercati energetici immettendo grandi quantità di petrolio provenienti dalle riserve strategiche nazionali.
A partire dalla fine della prossima settimana, saranno rilasciati 86 milioni di barili di greggio, parte di un piano più ampio che prevede un totale di 400 milioni di barili prelevati dalle scorte di emergenza.
La decisione è stata presa nel corso di una riunione straordinaria dei Paesi membri dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, convocata dopo l’escalation della guerra in Medio Oriente e le conseguenze sul mercato energetico globale.
L’obiettivo principale è contenere le tensioni sui prezzi del petrolio e limitare le turbolenze nei mercati, aggravate anche dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più importanti per il traffico petrolifero mondiale.
Il meccanismo del prestito alle aziende
Il petrolio rilasciato dalle riserve sarà messo a disposizione delle aziende energetiche senza un pagamento immediato.
Secondo quanto stabilito dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, le compagnie riceveranno i barili come una sorta di prestito temporaneo, con l’obbligo di restituire al governo la stessa quantità di petrolio in un secondo momento.
Non solo: le aziende dovranno anche restituire un quantitativo aggiuntivo come compensazione, contribuendo così a rafforzare nel tempo le riserve strategiche americane.
L’obiettivo: proteggere mercati e cittadini
Il piano prevede un calendario preciso per la restituzione dei barili, già definito dalle autorità statunitensi.
Secondo il governo americano, questa strategia consentirà di stabilizzare i mercati energetici senza costi diretti per i contribuenti, proteggendo allo stesso tempo l’economia nazionale e i consumatori dagli effetti della crisi internazionale.

