Pubblicato il 21 Maggio 2026
Un risarcimento superiore ai 600mila euro è stato riconosciuto dal Tribunale di Roma a una donna residente a Sabaudia che, secondo quanto sostenuto nell’azione civile promossa dalla stessa paziente, avrebbe subito un grave peggioramento delle proprie condizioni di salute in seguito a due interventi ortopedici eseguiti presso una casa di cura di Roma.
La notizia è stata resa nota attraverso una comunicazione dell’avvocato Renato Mattarelli, legale della donna, che ha seguito il procedimento giudiziario nei confronti della struttura sanitaria romana e dei professionisti coinvolti.
La sentenza, emessa dal giudice Guido Marcelli del Tribunale di Roma e notificata nella giornata del 20 maggio 2026, rappresenta un pronunciamento di primo grado.
Gli interventi eseguiti tra il 2012 e il 2013
Secondo quanto ricostruito nella comunicazione del legale, la vicenda risale all’ottobre del 2012, quando la donna, all’epoca quarantunenne, si sarebbe sottoposta a un intervento per correggere una disfunzione al ginocchio destro.
Dopo una prima fase successiva all’operazione, nel febbraio del 2013 si sarebbe verificata la rottura delle protesi impiantate, con una conseguente frattura del femore destro che avrebbe reso necessario un secondo intervento chirurgico.
Sempre secondo quanto riferito dall’avvocato Mattarelli, anche il successivo intervento non avrebbe prodotto gli esiti sperati, determinando invece un aggravamento del quadro clinico iniziale e ulteriori problematiche fisiche.
Le motivazioni riportate nella sentenza
Nella nota diffusa dal legale vengono richiamati alcuni passaggi della sentenza, nei quali il Tribunale evidenzia come sarebbero state presenti patologie pregresse della paziente che avrebbero dovuto essere attentamente considerate nella valutazione dell’intervento.
Tra gli elementi indicati figurano l’artrite reumatoide, precedenti interventi al ginocchio e operazioni di protesizzazione alle anche eseguite negli anni precedenti.
Secondo quanto riportato nel provvedimento giudiziario, tali condizioni cliniche avrebbero rappresentato fattori rilevanti nella scelta del percorso chirurgico adottato.
Il risarcimento disposto dal giudice
Il Tribunale di Roma ha quindi disposto un risarcimento complessivo superiore ai 600mila euro, che dovrà essere corrisposto dalla struttura sanitaria, da tre chirurghi coinvolti e dalle rispettive compagnie assicurative, secondo le quote di responsabilità accertate nel procedimento civile.
Nella comunicazione diffusa dall’avvocato Mattarelli viene inoltre sottolineato come, al di là dell’aspetto economico, la vicenda abbia avuto un impatto significativo sulla qualità della vita della donna, sia sotto il profilo fisico che psicologico.
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