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Gravina di Catania, nei guai due ‘specialisti’ del “taccheggio”

Pubblicato il 28 Novembre 2025

Due fratelli finiscono nei guai

Sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Gravina di Catania due fratelli catanesi di 60 e 61 anni, venditori ambulanti e già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di furto aggravato, sulla base degli indizi raccolti e da verificare in sede giurisdizionale.

I due avevano preso di mira soprattutto negozi di abbigliamento nei centri commerciali tra Catania e Siracusa, sfruttando l’alta affluenza per confondersi tra i clienti e agire senza attirare l’attenzione del personale addetto alla sicurezza.

Furti seriali e allarme degli esercenti

Le loro incursioni, effettuate quasi con cadenza settimanale nello stesso esercizio commerciale, hanno insospettito i commercianti, i quali hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri, dando così il via alle indagini.

In un noto centro commerciale di Gravina di Catania, i due, insieme a un terzo complice più giovane ancora in fase di identificazione, si sono mescolati tra gli avventori e hanno utilizzato capienti buste schermate per eludere il sistema antitaccheggio. All’interno hanno nascosto 44 capi d’abbigliamento, per un valore complessivo di quasi 1000 euro.

Colpi ripetuti e danni ingenti

Lo stesso metodo è stato replicato in altre tre occasioni, sempre ai danni di un negozio situato nello stesso centro commerciale, a distanza di soli sei giorni l’una dall’altra. Il danno economico complessivo è stato di circa 3000 euro.

Grazie alla visione delle immagini della videosorveglianza, i Carabinieri sono riusciti a riconoscere i due fratelli e a ricostruire il ruolo del complice più giovane, incaricato di coprire la fuga dopo ogni colpo.

L’allarme imprevisto e il ruolo del complice

In un episodio, mentre i due stavano lasciando il negozio con la refurtiva nelle buste schermate, si è attivato l’antitaccheggio, probabilmente per un difetto della schermatura. La coppia è quindi fuggita di corsa.

A quel punto è intervenuto il giovane complice che, fingendo premura e spirito civico, si è avvicinato alle commesse lanciate all’inseguimento dei ladri, indicando loro una direzione di fuga opposta a quella realmente imboccata dai due fratelli, consentendone così la momentanea fuga.

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