Pubblicato il 30 Luglio 2026
Il mistero dei soldi recuperati nelle acque del Ragusano
Un vero e proprio giallo si è consumato nelle acque al largo di Casuzze, frazione di Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Da un motoscafo in avaria sono stati lanciati in mare 665 mila euro custoditi in contenitori stagni, poco prima dell’arrivo della Guardia costiera.
L’imbarcazione, partita da Malta e probabilmente rimasta senza carburante, era stata segnalata da alcuni bagnanti che avevano notato il natante in difficoltà e senza controllo. Nonostante la situazione, nessuno degli occupanti aveva richiesto ufficialmente soccorso.
I plichi recuperati dalla Guardia costiera contenevano banconote
Quando la motovedetta si è avvicinata per prestare assistenza, dal motoscafo sono stati gettati in acqua alcuni pacchi sigillati. I militari della Guardia costiera, con il supporto di alcuni bagnanti presenti in zona, sono riusciti a recuperare i contenitori.
La sorpresa è arrivata al momento dell’apertura: all’interno dei plichi c’erano banconote per un valore complessivo stimato di circa 665 mila euro.
Dopo il ritrovamento è scattato l’intervento delle forze dell’ordine, con l’arrivo sul posto anche di carabinieri e polizia.
Tre cittadini maltesi identificati e indagine della Procura di Ragusa
A bordo del motoscafo si trovavano tre uomini di nazionalità maltese, ora identificati e finiti al centro dell’inchiesta della Procura di Ragusa, guidata dal procuratore Francesco Puleio.
Secondo una prima ricostruzione, due degli uomini avrebbero raggiunto la riva per cercare aiuto, mentre il terzo sarebbe rimasto sull’imbarcazione. Sarebbe stato proprio quest’ultimo a lanciare in mare i contenitori con il denaro.
Il motoscafo e i soldi sono stati posti sotto sequestro mentre gli investigatori stanno cercando di chiarire la provenienza del denaro, la sua destinazione e il motivo per cui sia stato nascosto e successivamente abbandonato in mare.
Accertamenti in corso per chiarire l’origine del denaro
I tre uomini sono stati denunciati e la loro posizione resta al vaglio degli inquirenti. Al momento vengono contestate violazioni di natura amministrativa, ma l’indagine rappresenta il primo passo per ricostruire completamente la vicenda.
La Procura di Ragusa dovrà ora stabilire se dietro il ritrovamento dei 665 mila euro ci siano ulteriori responsabilità o eventuali irregolarità legate al denaro trasportato.

