Pubblicato il 8 Giugno 2026
Un nuovo avamposto politico italiano a Hammamet
Il movimento legato al generale Roberto Vannacci amplia la propria presenza internazionale con l’apertura di una sede in Tunisia. A Hammamet è stato infatti ufficializzato il Comitato “1286”, che segna un nuovo passo organizzativo oltre i confini nazionali.
La guida del comitato è stata affidata a Giuseppe Libranti, 67 anni, ex bancario originario di Catania, con un lungo passato politico nella destra storica siciliana tra Msi e Alleanza Nazionale. Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi istituzionali, tra cui consigliere circoscrizionale per tre mandati, presidente di quartiere, commissario straordinario della II Municipalità e consigliere provinciale durante il secondo mandato di Nello Musumeci.
Dopo il pensionamento si è trasferito stabilmente in Tunisia insieme alla moglie.
La nascita del comitato e il legame con il movimento
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Libranti, la nascita della struttura tunisina rappresenta il risultato di un ritrovato impegno politico.
La decisione sarebbe maturata grazie al contatto con l’avvocato Max Ravanelli, referente del Comitato 178, che avrebbe favorito l’avvicinamento al movimento collegato a Vannacci.
Per Libranti, il nuovo incarico rappresenta il ritorno a una passione politica mai del tutto sopita e ora riattivata in un contesto internazionale.
Hammamet e il fenomeno dei pensionati italiani in Tunisia
La scelta di Hammamet non è casuale. La città tunisina, storicamente legata anche alla figura di Bettino Craxi, è oggi uno dei principali poli di attrazione per migliaia di cittadini italiani in pensione.
Secondo le stime, la comunità italiana in Tunisia sfiorerebbe le 12.000 presenze, spinta soprattutto da motivazioni economiche legate al costo della vita e alla tassazione più favorevole rispetto all’Italia.
Un fenomeno definito da alcuni osservatori come una vera e propria “migrazione pensionistica”, in crescita negli ultimi anni.
Le dichiarazioni di Libranti sulla scelta di vita
Il responsabile del Comitato 1286 ha descritto il proprio trasferimento come una scelta dettata da esigenze economiche e di qualità della vita.
Secondo la sua testimonianza, con pensioni contenute sarebbe difficile mantenere un tenore di vita dignitoso in Italia, mentre in Tunisia il potere d’acquisto risulterebbe sensibilmente più alto.
Libranti ha inoltre evidenziato il costo inferiore di beni e servizi, citando carburante, trasporti e ristorazione, e ha sottolineato la qualità delle infrastrutture stradali tra Hammamet e Tunisi, considerate più efficienti rispetto a diverse arterie siciliane.
Ha anche ricordato i rapidi interventi di ripristino dopo eventi climatici avversi, come il ciclone “Harry”, evidenziando la capacità di risposta del sistema locale.
Un legame ventennale con la Tunisia
Il rapporto tra Giuseppe Libranti e la Tunisia risale a oltre vent’anni fa. Nel 2013 ha ricevuto un riconoscimento ufficiale dal Presidente della Repubblica tunisina per il contributo alla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale del Paese, anche attraverso attività a sostegno di strutture per minori.
Un’esperienza che ha consolidato il suo legame con il territorio e con la realtà locale.
Legalità, integrazione e ruolo del comitato
Libranti ha infine sottolineato la volontà di promuovere un’immagine positiva della società tunisina, descritta come laboriosa e ordinata.
Ha evidenziato come, a suo avviso, lo Stato tunisino garantisca un’applicazione rigorosa delle regole e una maggiore certezza del diritto rispetto ad altri contesti.
Il Comitato 1286 si propone quindi come ponte culturale e politico tra Italia e Tunisia, con un focus su temi come legalità, sicurezza e cooperazione reciproca.
Un nuovo tassello nella rete internazionale del movimento
Con l’apertura della sede di Hammamet, il movimento collegato a Vannacci rafforza la propria struttura organizzativa anche all’estero, costruendo un ulteriore collegamento tra Italia e Nord Africa attraverso la nuova realtà del Comitato 1286.

