Pubblicato il 12 Maggio 2026
Il primo risultato degli esami rassicura le autorità sanitarie
È risultato negativo all’Hantavirus il test effettuato sulla persona posta in isolamento in Veneto dopo aver viaggiato sullo stesso aereo della donna olandese successivamente deceduta.
A confermarlo è stata Maria Rosaria Campitello, responsabile del Dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute, intervenuta ai microfoni di Rai Radio 1.
La dirigente ha comunque precisato che il monitoraggio resterà attivo: un eventuale contagio potrebbe manifestarsi anche nei prossimi giorni, nonostante l’attuale negatività del test. Il fatto che il soggetto sia asintomatico rappresenta però un elemento considerato incoraggiante dalle autorità sanitarie.
Le disposizioni del Ministero della Salute
Nel frattempo il Ministero della Salute ha emanato una nuova circolare contenente le misure di prevenzione da adottare per limitare possibili rischi collegati all’Hantavirus.
Particolare attenzione è stata rivolta ai passeggeri della nave Mv Hondius e a tutte le persone considerate contatti stretti di casi sospetti o confermati.
Per i soggetti ritenuti ad alto rischio è prevista una quarantena fiduciaria della durata di 42 giorni. Le indicazioni prevedono:
- isolamento in una stanza separata;
- distanza minima di almeno due metri dalle altre persone;
- utilizzo esclusivo di stoviglie personali;
- corretta aerazione degli ambienti domestici.
In caso di necessità legate al benessere psicologico, sarà consentito uscire solo indossando una mascherina chirurgica. Rimangono invece vietati viaggi su mezzi pubblici e voli commerciali.
Automonitoraggio per i contatti occasionali
Per chi ha avuto contatti brevi o saltuari con persone potenzialmente contagiate, il Ministero ha disposto un periodo di automonitoraggio di 42 giorni.
Tra i sintomi da tenere sotto controllo figurano:
- febbre;
- dolori muscolari;
- mal di testa;
- forte stanchezza;
- difficoltà respiratorie.
In presenza di segnali sospetti, è previsto l’isolamento immediato con successiva comunicazione alle autorità sanitarie per l’avvio degli accertamenti medici.
Controlli rafforzati su aerei e navi
Il Ministero ha inoltre invitato compagnie aeree e operatori marittimi a mantenere alta l’attenzione su eventuali casi sospetti a bordo di voli e imbarcazioni.
Le compagnie dovranno segnalare rapidamente qualsiasi possibile malattia infettiva alle autorità aeroportuali e portuali, oltre a raccogliere i dati dei passeggeri per facilitare il tracciamento dei contatti.
Perché il rischio in Italia resta basso
Nonostante l’allerta sanitaria, le autorità italiane ritengono basso il rischio di diffusione dell’Hantavirus Andes nel nostro Paese.
Il principale vettore naturale del virus, il roditore Oligoryzomys Longicaudatus, vive infatti esclusivamente in Sud America. In Italia sono presenti roditori collegati ad altri ceppi di Hantavirus, come Puumala e Dobrava, ma i casi nell’uomo risultano rari e spesso associati a viaggi all’estero.
Incubazione e categorie più esposte
Secondo quanto riportato nella circolare ministeriale, il periodo di incubazione dell’Hantavirus Andes varia generalmente tra 2 e 4 settimane, ma può arrivare fino a 42 giorni.
Sono considerati contatti ad alto rischio:
- i passeggeri della nave coinvolta;
- chi ha condiviso stanza o bagno con un caso sospetto;
- le persone che hanno avuto contatti fisici diretti;
- chi è rimasto per oltre 15 minuti in ambienti chiusi con un soggetto infetto.
Priorità ai test sui pazienti sintomatici
Il Ministero della Salute ha infine chiarito che i test diagnostici dovranno essere eseguiti con priorità sui soggetti che presentano sintomi compatibili con la sindrome cardiopolmonare da Hantavirus Andes.
L’obiettivo è garantire una rapida identificazione dei casi e attivare tempestivamente tutte le misure necessarie di prevenzione sanitaria.
Immagine di repertorio.

