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Gravidanza e covid

Heartbeat Act: in Texas non si può abortire se batte il cuore del feto, anche in caso di stupro o incesto (leggi i dettagli)

Pubblicato il 4 Settembre, 2021

Heartbeat Act. Una legge del Texas ora in vigore proibisce l’aborto dopo sei settimane di gravidanza, anche in caso di stupro o incesto: dal momento in cui si manifesta il battito cardiaco del feto. E’ un momento in cui si vede tutta la magia della nascita e si è presi dalla nuova vita che si forma, ci si sente fortunati.

Ma le situazioni possono essere diverse: gravidanza indesiderata, indigenza, violenza sessuale, patologie del nascituro potrebbero portare a pensarla diversamente. In realtà, secondo molti esperti a questo stadio sarebbe rilevabile soltanto “una porzione di tessuto fetale che diventerà il cuore mentre l’embrione si sviluppa”. Il punto è che in quel momento sono in poche le donne consapevoli della gravidanza. Come fanno a sapere se la vogliono? Ma c’è di più.

La legge consente a qualunque privato cittadino di fare causa a tutti coloro che “aiutino o favoriscano” un aborto illegale, ottenendo fino a 10mila dollari di danni in una corte civile. Siamo quasi alla delazione.

La Corte Suprema degli Stati Uniti era divisa, con quattro giudici su nove contrari alla decisione: non si è pronunciata, ma ha invocato “questioni di procedura complesse e nuove”.

Il presidente Joe Biden parla di legge “estrema”, che “viola palesemente i diritti delle donne” e “danneggia in maniera significativa” l’accesso delle donne alle cure mediche. La sua amministrazione, secondo le sue parole, “proteggerà e difenderà quel diritto”.

Jen Psaki al giornalista di una tv cattolica: “lei non è mai stato incinta e non può capire”

Jen Psaki, portavoce del presidente Biden, ha risposto a riguardo al giornalista di una tv cattolica, Owen Jensen: “Il presidente Biden pensa che sia un diritto delle donne scegliere in merito al proprio corpo. So che lei non è mai stato incinta e non può capire, ma è una cosa estremamente difficile. Per questo il presidente pensa che sia un diritto delle donne scegliere”.

Anche Hillary Clinton, in precedenza, aveva criticato la Corte suprema: “con il favore delle tenebre, scegliendo di non fare nulla, ha consentito che un bando incostituzionale sull’aborto entrasse in vigore”.
L’‘Heartbeat Act‘ aggira il diritto all’aborto sancito dalla storica sentenza Roe contro Wade della Corte Suprema del 1973, sulla base della quale le donne hanno diritto di interrompere la gravidanza fino alla 22esima-24esima settimana.

Si arriverà all’esodo in altri Stati delle donne che vogliono interrompere la gravidanza (con la penalizzazione di quelle a basso reddito), la “corsa alla ricompensa” da parte dei cittadini e il rischio di causa non solo per i medici ma anche per gli operatori sanitari e gli impiegati delle cliniche, potenzialmente anche per chi accompagna una paziente in ospedale per abortire. L’unica eccezione all’aborto negato riguarda le possibili emergenze mediche. Giudicate voi.