Pubblicato il 25 Febbraio 2026
Stop al lavoro e niente giornale in edicola
Nuova giornata di mobilitazione per i giornalisti de La Stampa. La redazione ha proclamato uno sciopero per mercoledì 25 febbraio, con la partecipazione a un presidio in programma a Torino, in piazza Palazzo di Città, davanti al municipio, dalle 11 alle 13.
La protesta avrà effetti anche sull’uscita del quotidiano: giovedì 26 febbraio il giornale potrebbe non essere disponibile in edicola.
La decisione arriva in un momento delicato, segnato dall’intenzione dell’editore John Elkann di cedere la testata.
La richiesta di chiarezza: “Servono garanzie per il futuro”
In una nota ufficiale, la redazione ha spiegato le ragioni della mobilitazione:
“Dopo mesi di indiscrezioni e informazioni contraddittorie, chiediamo e pretendiamo chiarezza e garanzie non solo per il nostro lavoro, ma per la dignità dell’informazione e del nostro giornale”.
Nel comunicato viene richiamata anche una recente dichiarazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che durante una visita alla redazione aveva definito il quotidiano un “pilastro di democrazia”.
Le trattative e il futuro del gruppo
Sono trascorsi circa due mesi e mezzo da quando John Elkann, attraverso la holding di famiglia Exor, ha annunciato l’intenzione di cedere le testate del gruppo Gedi. Tra queste figurano, oltre a La Stampa, anche altre importanti realtà editoriali.
Secondo le indiscrezioni, La Repubblica potrebbe passare all’armatore greco Theodore Kyriakou, che tuttavia non sarebbe interessato a rilevare La Stampa.
Per il quotidiano torinese, l’unica trattativa ancora aperta sarebbe quella con il gruppo Sae guidato da Alberto Leonardis, anche se restano dubbi sulla disponibilità delle risorse necessarie a chiudere l’operazione.
Nel frattempo, un’altra testata del gruppo, La Sentinella del Canavese, è già stata ceduta e ha annunciato nuovi progetti editoriali con il nuovo proprietario.
Il malcontento in redazione
Sul piano interno cresce la delusione tra i giornalisti del gruppo Gedi, che in passato avevano ricevuto rassicurazioni sulla volontà dell’editore di mantenere le testate.
Nelle scorse settimane la redazione ha annunciato di essersi rivolta a un legale per monitorare le trattative in corso e tutelare i lavoratori.
La mobilitazione di questi giorni rappresenta dunque un ulteriore segnale di tensione, in attesa di sviluppi concreti sul futuro di uno dei quotidiani storici del panorama italiano.

