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Il gelato da 95 euro torna a far discutere: lo “Scettro del Re” riaccende il dibattito dopo le parole di Briatore

Pubblicato il 7 Luglio 2026

Lo “Scettro del Re”, il celebre cono gourmet della gelateria Mokambo di Ruvo di Puglia, è tornato al centro dell’attenzione. Il motivo è il ritorno sui social di un video del 2024 in cui Flavio Briatore definiva “cretino” chi fosse disposto a spendere una cifra così elevata per un gelato.

Nel frattempo, però, il prezzo del cono è aumentato: dai 70 euro iniziali è passato a 95 euro, complice l’inflazione e la crescente notorietà del prodotto.

La replica della gelateria alle critiche

La risposta della gelateria pugliese non si è fatta attendere. Attraverso i social sono stati rilanciati alcuni contenuti a difesa del celebre cono, tra cui un post del marketer Michele Pacino, conosciuto su Instagram come “Baffetto”, che definisce la Mokambo “una Mecca del gelato, meta di un vero e proprio pellegrinaggio gastronomico”.

Successivamente è stato condiviso anche un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno, accompagnato da un messaggio rivolto direttamente a Briatore.

“Sei stato proprio tu a insegnare che non si vende soltanto un prodotto, ma un’esperienza”, si legge nel post. E ancora: “Se una pizza può arrivare a costare 70 euro grazie al valore del brand e del suo posizionamento, perché un gelato non dovrebbe poterne costare 95?”.

Cosa rende speciale lo “Scettro del Re”

Il cono nasce da una ricetta studiata dal titolare della gelateria, Vincenzo Paparella, che ha dedicato anche un approfondimento sul sito dell’attività per raccontarne filosofia e ingredienti.

Alla base della preparazione ci sono latte appena munto proveniente dalla Murgia, uova di galline allevate a terra e pregiato zafferano Sargol di Mashhad, considerato tra i più pregiati al mondo.

Il gelato viene poi mantecato con una storica macchina Carpigiani del 1972 e completato con pistacchi di Bronte Dop, panna montata fresca, zucchero caramellato e una foglia d’oro alimentare a 24 carati.

Perché costa 95 euro

Secondo Vincenzo Paparella, il prezzo non dipende dalla foglia d’oro, spesso indicata come il simbolo del lusso del cono.

L’elemento che incide realmente sul costo sarebbe invece lo zafferano iraniano di Mashhad, materia prima particolarmente rara e pregiata utilizzata nella preparazione del gelato.

Il titolare spiega che la foglia d’oro ha soprattutto una funzione estetica e simbolica, mentre il valore dell’intero prodotto deriva dalla qualità delle materie prime e dal processo di lavorazione.

Paparella difende inoltre la propria scelta imprenditoriale, sostenendo che innovazione e iniziativa privata rappresentano strumenti fondamentali per creare occupazione e sviluppo economico, respingendo le accuse di chi considera il prodotto uno “schiaffo alla povertà”.

Un’esperienza che attira clienti da tutto il mondo

Nonostante il prezzo elevato, il gelato continua ad attirare curiosi e appassionati. Dal lancio dello “Scettro del Re”, avvenuto circa otto anni fa, oltre duemila persone avrebbero raggiunto Ruvo di Puglia esclusivamente per assaggiarlo.

Anche oggi la richiesta resta elevata, tanto che la gelateria registra ancora una lista d’attesa di 148 prenotazioni.

Tra coloro che hanno provato il celebre cono figurano anche diversi volti noti, tra cui Vittorio Sgarbi e Stanley Tucci.

Il dibattito resta aperto: c’è chi considera il prezzo eccessivo e chi, invece, vede nello “Scettro del Re” un’esperienza gastronomica esclusiva, destinata a chi è disposto a pagare non solo un gelato, ma anche la storia, la ricerca e l’identità che lo accompagnano.

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