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Il presidente del Kosovo in carcere all’Aja. Risponderà di crimini di guerra

Omicidio, sequestri, torture. Il fascicolo riguardante l’attuale presidente del Kosovo, Hashim Thaci, che si è consegnato alla giustizia internazionale per dimostrare la sua innocenza, è assai pesante. Le accuse di crimini di guerra e contro l’umanità che il Tribunale speciale dell’Aja pronuncerà nei suoi riguardi pesano come un macigno su un’intera nazione.

Thaci si è dimesso per “difendere l’integrità della presidenza del Kosovo” e si è fatto arrestare. Ora il giudizio. I fatti risalgono alla guerra contro la Serbia del ’98-’99. Thaci era uno dei capi dell’Esercito di liberazione del Kosovo (Uck). Era in realtà già il leader politico, finita la guerra è stato primo ministro per tre mandati e 4 anni fa è stato proclamato Presidente del suo Paese.

Il Kosovo si è autoproclamato indipendente nel 2008, decisione che Belgrado non ha mai accettato. Thaci è già stato nel mirino del Tribunale penale internazionale e del giudice Carla Del Ponte con accuse altrettanto gravi, quali traffico d’armi e di droga e addirittura di organi umani. Ma l’indagine non ebbe seguito.

Vjosa Osmani, presidente dell’Assemblea kosovara, farà ora le veci di Thaci tutto il tempo che il capo di Stato kosovaro passerà in carcere. Deve riuscire a non far implodere il Paese balcanico.

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