Pubblicato il 10 Giugno 2025
La situazione attuale: detenuto nel reparto clinico di Sollicciano
R.C., un ex imprenditore di 94 anni, è stato trasferito il 5 giugno nel reparto clinico del carcere di Sollicciano a Firenze per scontare una pena di quattro anni e otto mesi per bancarotta fraudolenta. La condanna si riferisce a un crac avvenuto quindici anni fa ma, dopo una lunga serie di processi e ricorsi, è stata confermata solo di recente.
L’anziano, che zoppica e si regge con un bastone e l’aiuto di un altro detenuto, ha visto respinta la richiesta del suo legale di ottenere i domiciliari, nonostante la sua evidente fragilità fisica.
Le valutazioni mediche e la posizione del giudice
Il legale dell’uomo ha subito presentato un’istanza di differimento pena per motivi di salute o, in alternativa, la concessione della detenzione domiciliare, opzione prevista per i condannati ultrasettantenni.
I medici penitenziari, interpellati dal giudice di sorveglianza Claudio Caretto, hanno prodotto una relazione che evidenzia come, nonostante uno stato di salute complessivamente stabile, vi siano rischi legati alla convivenza in carcere di un detenuto particolarmente vulnerabile a causa di fattori biologici, psicologici e socioambientali.
La decisione del giudice: nessuna urgenza per i domiciliari
Nonostante le osservazioni mediche, il giudice di sorveglianza ha deciso di mantenere la detenzione in carcere, ritenendo che non vi siano i requisiti di urgenza per un trasferimento ai domiciliari.
La decisione potrà essere riesaminata dal tribunale di sorveglianza, che potrà confermare o ribaltare quanto stabilito.
Le reazioni e le richieste degli operatori legali e dei garanti
L’avvocato di R.C., Luca Bellezza, ha dichiarato di aver incontrato il suo assistito e di averlo trovato combattivo ma fragile, sottolineando l’urgenza di una misura alternativa al carcere.
Anche il garante regionale dei detenuti, Giuseppe Fanfani, ha espresso la sua posizione: “Non è possibile tenerlo in carcere, non rappresenta più un pericolo per la società”, auspicando un rapido intervento per modificare la situazione.

