Pubblicato il 15 Giugno 2026
Le conseguenze del rogo al bar Le Constellation
A oltre sei mesi dal devastante incendio scoppiato nella notte di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana, emergono nuove conseguenze che riguardano i giovani sopravvissuti alla tragedia. Il rogo, che ha provocato 41 vittime, continua infatti a lasciare strascichi sia sul piano giudiziario sia su quello umano.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, attraverso le parole del padre di una ragazza italiana ancora ricoverata, tutti gli studenti svizzeri coinvolti e rimasti feriti nell’incidente sarebbero stati bocciati al termine dell’anno scolastico.
Il ritorno alla normalità tra difficoltà e percorsi scolastici diversi
L’inchiesta sull’incendio prosegue mentre i ragazzi sopravvissuti cercano lentamente di ricostruire la propria quotidianità. Cinque studenti italiani sono stati già dimessi, mentre altri restano sotto osservazione medica, ancora in attesa di poter lasciare l’ospedale.
Per gli studenti italiani coinvolti, l’anno scolastico si è concluso con esiti positivi grazie all’attivazione di didattica a distanza e piani personalizzati predisposti dalle scuole. Un supporto che ha permesso loro di non perdere completamente il percorso formativo nonostante le gravi condizioni fisiche e psicologiche.
Resta però una situazione complessa: molti ragazzi continuano a fare i conti con cure mediche, riabilitazione e traumi psicologici che riaffiorano nel tempo.
La decisione delle scuole svizzere e le polemiche
Diversa la situazione per i coetanei svizzeri, che secondo quanto riferito non avrebbero superato l’anno scolastico. La motivazione sarebbe legata alla frequenza insufficiente durante il periodo di assenza dovuto al ricovero e alle conseguenze dell’incidente.
Una decisione che ha suscitato forte indignazione tra alcune famiglie. Il padre di una delle giovani italiane ferite ha parlato di una scelta difficile da comprendere, riferendo le spiegazioni ricevute dai genitori svizzeri:
“Le scuole hanno ritenuto impossibile equiparare chi ha frequentato regolarmente a chi è stato presente solo per pochi mesi”, una posizione che il genitore ha definito “una mancanza di umanità incredibile”.
Una ferita ancora aperta
A distanza di mesi dalla tragedia, il bilancio umano e sociale dell’incendio continua quindi ad ampliarsi. Mentre le indagini cercano di chiarire le responsabilità del rogo, le famiglie dei sopravvissuti restano sospese tra dolore, recupero e scelte difficili che riguardano anche il futuro scolastico dei ragazzi coinvolti.

