Pubblicato il 19 Gennaio 2026
“False” e “distorte”: così gli avvocati di Jacques e Jessica Moretti definiscono alcune ricostruzioni circolate sulle cause dell’incendio di Crans-Montana e su quanto accaduto subito dopo la tragedia. La coppia, indagata e sottoposta a misure cautelari per omicidio, lesioni e incendio colposi, ha affidato la propria versione dei fatti ai legali, che l’hanno esposta in un’intervista alla televisione svizzera Rts.
“Sono in lutto, ma contro di loro è partita una vendetta”
A parlare sono stati gli avvocati Yaël Hayat, Patrick Michod e Nicola Meier, che nell’edizione serale del 18 gennaio hanno ricostruito la sequenza degli eventi, le misure di sicurezza del lounge bar e i movimenti dei loro assistiti. Si è trattato della prima dichiarazione pubblica della difesa dal 1° gennaio.
Secondo i legali, i Moretti sono profondamente provati da quanto accaduto nel loro locale, Le Constellation, dove l’incendio ha causato 40 morti e 116 feriti:
“Erano i custodi del luogo e si sentono investiti di un’enorme responsabilità. Oggi sono in lutto, anche se non possono viverlo all’interno della comunità”.
La difesa parla apertamente di un clima di accanimento: una “vendetta che non ha nulla a che vedere con la giustizia”. Allo stesso tempo, ribadisce che la coppia non intende sottrarsi alle proprie responsabilità e vuole affrontare il procedimento giudiziario fino in fondo.
Il video della fuga con la cassa: “È un filmato manipolato”
Secondo quanto riferito dai legali, Jessica Maric Moretti si trovava nel seminterrato del locale quando l’incendio sarebbe partito dalle candele scintillanti usate per accompagnare le bottiglie di champagne. La difesa nega però che vi siano state responsabilità dirette riconducibili a ordini o scelte operative da parte sua, nonostante il ruolo manageriale:
“L’inchiesta stabilirà con precisione chi ha fatto cosa. Ma non c’era una catena di comando con qualcuno che impartiva ordini in quel momento”, ha spiegato Yaël Hayat.
Gli avvocati denunciano inoltre la diffusione di numerose informazioni non veritiere, tra cui un video che mostrerebbe Jessica Moretti mentre fugge con la cassa del locale.
Secondo la difesa, si tratta di un filmato fuorviante:
“È salita di corsa solo per avvisare i vigili del fuoco, cosa che ha effettivamente fatto e che risulta agli atti. Presentare quel gesto come una fuga è una grave distorsione”.
Sistemi di sicurezza e materiali: “Nessuna segnalazione di pericolo”
L’intervista ha poi affrontato il tema dei materiali presenti nel locale, in particolare della schiuma utilizzata per l’isolamento. Secondo Patrick Michod, le ispezioni precedenti non avevano mai evidenziato rischi legati a quel prodotto:
“Quando è stata installata, nessuno poteva immaginare che potesse incendiarsi in quel modo”.
Il legale ha aggiunto che Jacques Moretti avrebbe chiesto esplicitamente ai fornitori se il materiale fosse pericoloso, spiegando che sarebbe stato utilizzato in un esercizio pubblico, ricevendo rassicurazioni sulla sicurezza.
Uscita di sicurezza: aperta o bloccata? La difesa rimanda alle immagini
Sulla questione dell’uscita di emergenza del seminterrato, indicata da alcune ricostruzioni come non utilizzabile, la difesa mantiene cautela.
Nicola Meier ha precisato:
“Non era chiusa a chiave. Il tema dell’accessibilità potrà essere chiarito con le immagini complete delle telecamere di sorveglianza, che faranno parte del procedimento”.
Gli avvocati sostengono quindi che molte risposte arriveranno solo con l’analisi approfondita delle prove tecniche e dei filmati, invitando a evitare giudizi anticipati in una vicenda che resta al centro di un’indagine complessa e ancora in corso.

