Pubblicato il 7 Agosto 2024
Un disastro di quelli che verranno ricordati a lungo, soprattutto da coloro che hanno combattuto per cercare di porvi rimedio. Paliamo dell’incendio sviluppatosi nel pomeriggio del 6 agosto, intorno alle 14 e 30, e domato solo dopo quasi 27 ore di strenua lotta e che ha mandato in fumo la bellezza di 70 ettari di vegetazione. Le fiamme, complici la siccità di queste settimane ed il vento, hanno divorato macchia mediterranea ma non solo, visto che danni ingenti sono stati causati anche a diversi uliveti.
L’intervento della Protezione Civile
La zona interessata dalle fiamme è quella denominata Quartara, al confine tra i comuni di Sezze e Priverno. Sul posto, oltre ovviamente ai Vigili del Fuoco, anche i volontari delle associazioni di Protezione Civile della zona, ovvero: la VVAA Sezze Latina, la Comunale di Roccagorga, i Lupi dei Lepini, la Protezione Civile di Amaseno e quella di Priverno.
In tutto, durante l’intervento, sono stati messi sul campo i mezzi delle varie associazioni e qualcosa come 40 volontari, che hanno sfidato la morte per cercare di riportare in sicurezza la zona.
I Vigili del Fuoco e le conseguenze dell’incendio
Durante le ore diurne, poi, i Vigili del Fuoco hanno utilizzato due Canadair ed un elicottero. Non si registrano persone coinvolte fatta eccezione per uno dei volontari, a causa della fatica e del caldo, ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del 118, presenti in zona con una ambulanza.


La mancata prevenzione
La vastità dell’incendio poteva essere limitata, come ci confermano i volontari presenti sul campo, se solo gli attacchi antincendio alla rete idrica non fossero stati chiusi dal gestore (che lamentava furti di acqua e che, quindi, ha deciso di chiuderli) e se fosse stato presente a Ceriara il distaccamento dei Vigili de Fuoco che, questa estate, invece, non c’è.
Domate le fiamme, i volontari si sono portati a ridosso della scuola Bottoni per montare una vasca per favorire il pescaggio dell’elicottero.
Sulle origini del rogo ancora nessuna novità. Sul campo gli esperti dei Carabinieri Forestali cercheranno di capire se è stato un incendio spontaneo oppure c’è stata la mano dell’uomo.

