Pubblicato il 29 Aprile 2026
L’ex designatore sceglie di non comparire in Procura
L’inchiesta che sta scuotendo il mondo arbitrale della Serie A entra in una fase decisiva. Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale e attualmente autosospeso, ha deciso di non presentarsi all’interrogatorio fissato dalla Procura di Milano per il 30 aprile.
Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva nell’ambito di un’indagine che ipotizza presunte designazioni favorevoli all’Inter. A confermare l’assenza è stato il suo legale Antonio D’Avirro, spiegando che la difesa non dispone ancora degli atti completi dell’inchiesta.
La difesa: “Impossibile affrontare un interrogatorio senza conoscere le accuse”
Secondo l’avvocato dell’ex arbitro, partecipare all’interrogatorio senza avere accesso al fascicolo investigativo avrebbe impedito una difesa efficace.
Il legale ha precisato che Rocchi avrebbe potuto presentarsi e scegliere di non rispondere, ma la Procura sarebbe stata informata in anticipo di questa intenzione, evitando così un trasferimento ritenuto inutile.
Il presunto incontro a San Siro finito sotto la lente degli investigatori
Uno dei punti centrali dell’indagine riguarda un presunto incontro avvenuto il 2 aprile 2025 a San Siro, durante la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter.
Secondo gli inquirenti, in quella occasione Rocchi avrebbe discusso con altri esponenti del settore arbitrale delle designazioni considerate “gradite” al club nerazzurro. Gli investigatori ritengono che proprio quel vertice possa rappresentare uno snodo fondamentale dell’inchiesta coordinata dal pm Maurizio Ascione.
Cinque indagati e diverse partite sotto osservazione
Al momento risultano coinvolte cinque persone: oltre a Rocchi, anche il supervisore Var Andrea Gervasoni e gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. Daniele Paterna è invece accusato di falsa testimonianza.
Gli investigatori stanno analizzando diverse gare di Serie A e Coppa Italia a partire dall’autunno 2024. Tra queste compare anche la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Milan e Inter del 23 aprile 2025.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Rocchi avrebbe cercato di evitare arbitri ritenuti sfavorevoli all’Inter, orientando le designazioni verso direttori di gara considerati più graditi.
Sotto osservazione anche Parma-Inter e Bologna-Inter
Tra le partite finite nel fascicolo ci sono anche Parma-Inter e Bologna-Inter.
Gli inquirenti ipotizzano che l’arbitro Daniele Doveri sia stato designato strategicamente per Parma-Inter, mentre Andrea Colombo sarebbe stato scelto per Bologna-Inter perché ritenuto vicino alle preferenze del club nerazzurro.
Il caso del rigore negato in Inter-Roma
L’indagine si starebbe allargando anche a uno degli episodi arbitrali più discussi della scorsa stagione: il mancato rigore assegnato all’Inter contro la Roma per una trattenuta di Ndicka su Bisseck.
Secondo alcune testimonianze riportate nelle indagini, durante il controllo Var ci sarebbe stato un confronto acceso tra gli addetti in sala video. In particolare, l’assistente Var Marco Piccinini avrebbe segnalato il fallo, ricevendo però un brusco invito a non intervenire.
Gli investigatori stanno verificando il ruolo del supervisore Andrea Gervasoni anche in questo episodio.
Le accuse sulla gestione del Var
Tra i punti più delicati dell’inchiesta ci sono le presunte pressioni esercitate nelle sale Var.
Secondo l’accusa, Rocchi avrebbe violato il protocollo durante Udinese-Parma del marzo 2025, influenzando la revisione arbitrale che portò all’assegnazione di un rigore all’Udinese.
Nel fascicolo compaiono inoltre altri episodi controversi, tra cui Inter-Verona del gennaio 2024, partita ricordata per il mancato intervento arbitrale dopo un contatto tra Bastoni e Duda.
Marotta respinge ogni sospetto: “L’Inter è estranea”
Sul caso è intervenuto anche il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, che ha respinto con forza qualsiasi coinvolgimento del club.
Il dirigente nerazzurro ha dichiarato che la società non ha mai avuto arbitri preferiti o sgraditi e ha ribadito la totale correttezza dell’operato dell’Inter.
Marotta ha inoltre ricordato che, nella stagione precedente, il club avrebbe subito diverse decisioni arbitrali sfavorevoli, citando proprio il discusso episodio del rigore non assegnato contro la Roma.
Un’indagine già definita da molti come “nuova Calciopoli”
L’inchiesta, che coinvolge esclusivamente esponenti del mondo arbitrale, viene già paragonata da molti osservatori a una possibile nuova Calciopoli.
Restano ancora da chiarire eventuali responsabilità di altri soggetti e il ruolo delle persone che, secondo la Procura, avrebbero collaborato alle presunte designazioni pilotate. Intanto, il caso continua ad alimentare polemiche e tensioni nel calcio italiano.

