Pubblicato il 8 Maggio 2026
La richiesta dell’ex governatore della Sicilia
L’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, ha avanzato richiesta di patteggiamento a una pena di tre anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo che riguarda presunti episodi di corruzione nella gestione della sanità siciliana.
La proposta è stata accolta favorevolmente dai magistrati dell’accusa durante l’udienza preliminare davanti al giudice per l’udienza preliminare, chiamato a decidere anche sulle richieste di rinvio a giudizio per gli altri imputati coinvolti nel procedimento.
Le accuse al centro dell’inchiesta
Secondo gli investigatori, Cuffaro e altri indagati avrebbero avuto un ruolo in presunte irregolarità relative alla gestione di un concorso bandito dall’ospedale Villa Sofia-Cervello, finalizzato alla stabilizzazione di 15 operatori sociosanitari.
L’inchiesta riguarda inoltre presunti illeciti legati alle nomine nella sanità regionale e all’assegnazione di appalti pubblici.
Per poter accedere al patteggiamento, come previsto dalla normativa, l’ex governatore dovrà anche risarcire i danni causati.
Gli altri imputati
Nel procedimento risultano imputati per corruzione anche l’ex direttore generale dell’ospedale Villa Sofia-Cervello, Roberto Colletti, il primario del Trauma Center Antonio Iacono e Vito Raso, storico segretario di Cuffaro.
L’azienda ospedaliera si è costituita parte civile nel processo.
Davanti al gup compaiono inoltre altri soggetti accusati di traffico di influenze in relazione a un appalto dell’Asp di Siracusa. Tra questi figurano Mauro Marchese, Marco Dammone e Roberto Spotti della società Dussman srl, oltre al faccendiere Ferdinando Aiello e all’imprenditore Sergio Mazzola, titolare della Euroservice.
La richiesta di rinvio a giudizio
Per tutti gli altri imputati coinvolti nell’indagine, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare proseguirà con la valutazione delle singole posizioni da parte del giudice.

