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Incidenti tra via Francesco Fusco e via Torino, Comitato Vulcania: “Conta l’aspetto concreto”

La situazione di pericolo tra via Torino e via Francesco Fusco porta il Comitato Vulcania ad alzare la voce in merito.

Pubblicato il 5 Gennaio 2022

A denunciare, ancora una volta l’ennesimo incidente, la presidente del Comitato Vulcania, Angela Cerri, ribadisce la necessità urgente di un intervento da parte del Comune. L’ennesimo incidente stradale, in data odierna, all’incrocio trafficatissimo tra via Torino, via L. Pirandello e via F. Fusco, quartiere Borgo-Sanzio. Si ripropone la pericolosità, segnalata da mesi dai residenti in Comune e alla Polizia Municipale.

Viene richiesto, urgentemente, che quell’incrocio venga messo in sicurezza al più presto. Bisogna potenziare i sistemi di sicurezza stradale necessari, inserire un lampeggiante che possa segnalare meglio l’incrocio o inserire dei dossi o inserire un semaforo, riqualificare le segnaletiche orizzontali ormai sbiadite/assenti, prima che avvenga un altro incidente. Richieste e proteste arrivano al Comitato Vulcania da numerosi cittadini che ogni giorno percorrono l’incrocio, su menzionato. Ormai gli incidenti non si contano più.

Interviene sulla questione la presidente del comitato, Angela Cerri: “Ancora un incidente all’incrocio della paura. Ribadiamo ancora una volta che questo incrocio è pericolosissimo, lo denunciamo da tempo. Nel giro degli ultimi dieci giorni si sono verificati altri due incidenti. Da non dimenticare che ci sono stati oltre cinquanta incidenti nell’arco di sei mesi nell’anno precedente, la documentazione fotografica parla da sola, dichiarano i residenti e commercianti della zona. Abbiamo segnalato, più di una volta, la pericolosità dell’incrocio a seguito dei molti incidenti che si sono verificati proprio lì. Ma fino ad oggi non si è fatto nulla. C’è un silenzio assordante da parte dell’amministrazione comunale. Le questioni tecniche non ci riguardano, quello che conta è l’aspetto concreto, non siamo più disposti a tollerare una situazione del genere, ci sono troppi rischi che non possono essere ignorati. Il problema è troppo urgente per poter essere ulteriormente rimandato. Le nostre sollecitazioni e proteste sono gesti dettati dalla disperazione e dal timore che possa accadere qualcosa di più grave. Speriamo che le istituzioni si mobilitino per risolvere al più presto questo sentito problema dove a farne le spese sono sempre i cittadini”.

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