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Indagati i poliziotti che hanno fermato gli assassini del carabiniere Legrottaglie: le reazioni

Pubblicato il 14 Giugno 2025

Un provvedimento tecnico nell’ambito delle indagini sulla morte del militare e di uno dei due criminali

Due agenti di polizia sono stati iscritti nel registro degli indagati per l’intervento che ha portato alla cattura dei responsabili dell’omicidio del brigadiere Legrottaglie. Si tratta di un atto formale, definito “dovuto” nell’ambito delle indagini, che però ha sollevato reazioni forti da parte del sindacato di polizia SAP.

La posizione del Sindacato SAP

Il segretario generale del SAP, Stefano Paoloni, ha espresso piena solidarietà ai due agenti, sottolineando:
“I colleghi hanno rischiato la vita per arrestare due assassini armati e ora si trovano indagati per aver fatto il loro dovere”.

Paoloni ha poi spiegato che, sebbene si tratti di un provvedimento che permette ai poliziotti di partecipare alle fasi dell’inchiesta e a eventuali incidenti probatori, la loro carriera sarà temporaneamente bloccata fino alla conclusione del procedimento.

Questione spese legali e riforma normativa

Il sindacato ha apprezzato un recente miglioramento normativo introdotto con il decreto Sicurezza, che ha aumentato da 5.000 a 10.000 euro per fase processuale l’anticipo delle spese legali per casi legati al servizio.
Tuttavia, Paoloni ha ribadito la necessità di una riforma profonda del sistema: “Quando un agente agisce per legittima difesa, uso legittimo delle armi o adempimento del dovere, non si dovrebbe partire subito con un avviso di garanzia. Serve prima una verifica interna condotta dalla stessa amministrazione”.

Paoloni ha concluso dicendo: “Siamo vicini ai colleghi e certi che dimostreranno la correttezza del loro operato. Il Paese deve essere riconoscente a chi rischia la vita per la sicurezza di tutti”.

Interviene anche Riccardo De Corato

Anche il vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali alla Camera, Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia), è intervenuto sulla vicenda: “Comprendo che si tratta di un atto dovuto, ma lascia comunque l’amaro in bocca. Quei ragazzi hanno semplicemente fatto il loro dovere”.

De Corato ha ricordato l’impegno del Parlamento nel potenziare le tutele per le forze dell’ordine, ribadendo che l’aumento del fondo per le spese legali è stato un primo passo, ma sarà necessario fare di più: “È evidente che servono ulteriori interventi per proteggere chi rischia la vita per garantire la sicurezza dei cittadini onesti”. Fonte Agi

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