Pubblicato il 9 Giugno 2026
L’Inghilterra si prepara a diventare il primo Paese europeo ad autorizzare servizi sperimentali di trasporto pubblico con veicoli a guida autonoma. Il governo britannico ha infatti aperto ufficialmente le candidature per le aziende interessate a gestire robotaxi, autobus e servizi di noleggio con conducente senza conducente umano, con l’obiettivo di avviare le prime corse per i passeggeri entro la fine dell’anno.
Tra i protagonisti di questa nuova fase figurano Uber, Waymo e la società britannica Wayve, che si candidano a guidare la rivoluzione della mobilità autonoma nel Regno Unito.
Londra sarà la prima città europea dei robotaxi
La capitale britannica sarà il primo banco di prova per questi nuovi servizi. Da tempo i veicoli di Waymo stanno già circolando per le strade londinesi con operatori di sicurezza a bordo, raccogliendo dati sul traffico e sull’ambiente urbano per perfezionare i sistemi di guida autonoma.
L’apertura ufficiale del programma consente ora agli operatori di avviare progetti pilota con passeggeri reali, a condizione che rispettino rigorosi standard di sicurezza e ottengano l’approvazione delle autorità locali competenti, tra cui Transport for London.
Il Regno Unito punta alla leadership europea
Con questa iniziativa, il governo britannico mira a consolidare il proprio ruolo di riferimento europeo nel settore dei veicoli autonomi. La nuova normativa è considerata un passaggio strategico per attrarre investimenti e favorire lo sviluppo di tecnologie avanzate legate alla mobilità del futuro.
Le prospettive economiche sono particolarmente rilevanti. Secondo le stime, il mercato dei servizi di trasporto automatizzato potrebbe raggiungere un valore di circa 3,7 miliardi di sterline annui nel Regno Unito entro il 2040, mentre a livello europeo il settore potrebbe superare i 120 miliardi di sterline.
Mobilità più accessibile e nuovi posti di lavoro
Per il governo britannico, i veicoli autonomi rappresentano molto più di un’innovazione tecnologica. Simon Lightwood, Ministro dei Trasporti, ha sottolineato come questa tecnologia possa garantire maggiore indipendenza alle persone anziane e ai cittadini con disabilità, offrendo nuove opportunità di spostamento.
Allo stesso tempo, il comparto potrebbe favorire la nascita di posti di lavoro altamente qualificati e contribuire alla crescita economica del Paese. Il progetto pilota consentirà inoltre ai cittadini di sperimentare direttamente i servizi di guida autonoma, mantenendo la sicurezza come priorità assoluta.
Anche Uber, Waymo e Wayve hanno accolto positivamente l’iniziativa, confermando l’intenzione di lanciare i primi servizi supervisionati già nei prossimi mesi.
Waymo e Wayve: i protagonisti della sfida
Waymo è attualmente uno degli operatori più avanzati nel settore della guida autonoma. Negli Stati Uniti l’azienda gestisce servizi in undici grandi aree metropolitane, effettuando oltre 500.000 corse ogni settimana.
Wayve, invece, rappresenta l’eccellenza britannica nel comparto. La startup è stata fondata nel 2017 da due studenti dell’Università di Cambridge e negli ultimi anni ha sviluppato soluzioni avanzate per la guida autonoma direttamente nel Regno Unito.
Secondo Sarah Gates, vicepresidente per gli Affari Globali e la Garanzia di Wayve, il Regno Unito possiede tutte le condizioni necessarie per diventare un leader mondiale nello sviluppo dei veicoli autonomi, e il nuovo programma rappresenta una tappa fondamentale verso questo obiettivo.
Europa in ritardo, Italia ancora più distante
Nonostante l’accelerazione impressa dal Regno Unito, la diffusione dei robotaxi in Europa resta ancora agli inizi. Molti analisti ritengono che, almeno per il prossimo decennio, il mercato sarà dominato principalmente da Stati Uniti e Cina, dove la sperimentazione è già molto più avanzata.
La situazione italiana appare ancora più complessa. Oltre al ritardo nello sviluppo tecnologico, esistono importanti ostacoli normativi: l’attuale Codice della Strada non contempla in modo organico la presenza di veicoli completamente autonomi, rendendo difficile l’avvio di progetti simili nel breve periodo.
Una rivoluzione che cambia il trasporto urbano
L’avvio dei robotaxi nel Regno Unito rappresenta un passaggio storico per la mobilità europea. Se i test avranno successo, il modello potrebbe essere adottato progressivamente anche in altri Paesi, trasformando il modo in cui milioni di persone si spostano nelle città.
Resta da capire quale sarà l’impatto sui tradizionali servizi di trasporto, inclusi gli iconici taxi londinesi. Per il momento, però, il settore si trova ancora in una fase iniziale e la convivenza tra conducenti umani e veicoli autonomi appare destinata a proseguire ancora per anni. Foto: fermo immagine da un video

