Pubblicato il 1 Settembre 2026
Il bilancio continua ad aggravarsi
Sale drammaticamente il numero delle vittime provocate dalle devastanti inondazioni che hanno colpito il Nepal e il Tibet. Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità nepalesi, i morti in Nepal sono arrivati a 987, ai quali si aggiungono altri 17 decessi registrati in Tibet, portando il bilancio complessivo oltre quota mille.
Il numero delle vittime, tuttavia, potrebbe essere destinato ad aumentare ulteriormente. Migliaia di persone risultano ancora disperse e le operazioni di ricerca proseguono in condizioni estremamente difficili.
Migliaia di persone ancora disperse
La tragedia si è consumata dopo che una enorme massa di rocce, fango e detriti ha invaso le vallate, in seguito a un crollo avvenuto nelle zone a monte.
In Nepal risultano ancora 3.916 persone di cui non si hanno notizie, anche se in alcuni casi l’assenza di contatti potrebbe essere dovuta alla distruzione delle infrastrutture e alle difficoltà nelle comunicazioni. Per molti altri dispersi, però, le speranze di ritrovamento in vita diventano con il passare delle ore sempre più ridotte.
A questi numeri si aggiungono oltre 500 persone ancora disperse in Tibet.
Fosse comuni per le vittime non identificate
La gravità della situazione emerge anche dalle difficoltà incontrate dalle autorità nella gestione delle salme. Gli obitori non hanno più spazio per accogliere tutti i corpi recuperati dai soccorritori, molti dei quali non sono ancora stati identificati.
Per far fronte all’emergenza, le autorità hanno iniziato a ricorrere a fosse comuni nelle aree boschive e forestali. Prima della sepoltura, molti corpi vengono fotografati e associati a un codice che indica il luogo in cui sono stati ritrovati, così da rendere possibile una futura identificazione.
Secondo quanto riferito dagli operatori impegnati nelle operazioni, ogni giorno vengono recuperati tra 15 e 20 nuovi cadaveri e il ritrovamento delle vittime potrebbe proseguire ancora per diversi mesi.
Famiglie alla ricerca dei propri cari
Nel frattempo, centinaia di famiglie continuano a cercare disperatamente parenti e amici di cui hanno perso ogni traccia. In alcuni edifici governativi sono stati installati schermi attraverso i quali vengono mostrate le immagini dei resti recuperati, nella speranza che qualcuno riesca a riconoscere una persona scomparsa.
Una situazione drammatica per i familiari, costretti a confrontare quelle immagini con le fotografie dei propri cari che portano con sé nella speranza di poterli identificare.
Non si fermano le operazioni di soccorso
Nonostante il bilancio sempre più pesante, restano accese le speranze di trovare alcune persone ancora vive. Nei giorni scorsi non sono mancati salvataggi e ritrovamenti particolarmente difficili, tra cui quello di una bambina di cinque anni che è riuscita a ricongiungersi con i propri familiari.
Le squadre di soccorso stanno inoltre cercando persone rimaste isolate a causa delle inondazioni.
Centinaia di operai potrebbero essere intrappolati
Una delle principali emergenze riguarda ora diversi impianti idroelettrici, dove un’enorme quantità di fango avrebbe sepolto alcune strutture.
Il timore è che centinaia di lavoratori possano essere rimasti intrappolati all’interno delle gallerie. Le operazioni di ricerca si stanno concentrando proprio su queste aree, considerate tra le più difficili da raggiungere.
Infrastrutture distrutte e comunicazioni difficili
Le operazioni di soccorso sono rese ancora più complicate dalla distruzione di strade, infrastrutture e collegamenti di comunicazione. Molte delle zone colpite rimangono difficilmente accessibili e i soccorritori devono affrontare condizioni particolarmente difficili per raggiungere le aree interessate.
Per le autorità nepalesi, la ricerca delle persone ancora disperse e potenzialmente intrappolate rappresenta la massima priorità. Al momento, però, non sono arrivati segnali che possano confermare la presenza di superstiti nelle strutture maggiormente colpite.
Con il passare dei giorni, le possibilità di salvare le persone ancora intrappolate diminuiscono, mentre continua il lavoro dei soccorritori alla ricerca delle vittime e dei dispersi.

