Pubblicato il 7 Marzo 2026
La decisione del consiglio che guida l’Iran
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato che l’Iran interromperà gli attacchi contro i Paesi vicini, a meno che questi non partecipino direttamente ad azioni militari contro Teheran nel contesto del conflitto con Israele e Stati Uniti.
Nel corso di un discorso trasmesso dalla televisione di Stato iraniana, Pezeshkian ha spiegato che il consiglio direttivo ad interim ha deciso di non colpire più i Paesi limitrofi, stabilendo che non verranno lanciati missili verso quei territori se non in caso di attacchi provenienti da lì.
Il presidente ha precisato che la decisione è stata presa durante una riunione del consiglio avvenuta il giorno precedente.
Il nuovo equilibrio dopo la morte di Khamenei
L’attuale consiglio direttivo è alla guida dell’Iran dopo la morte della guida suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei, ucciso la scorsa settimana durante gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele, che hanno innescato l’escalation militare in Medio Oriente.
Questo nuovo assetto di potere sta quindi gestendo le scelte strategiche del Paese nel pieno della guerra regionale.
“L’Iran non si arrenderà mai”
Nel suo intervento, Pezeshkian ha ribadito con fermezza la posizione di Teheran nei confronti dei suoi avversari.
Il presidente ha dichiarato che l’Iran non accetterà mai una resa davanti a Israele e agli Stati Uniti, respingendo le richieste avanzate dai suoi nemici.
Secondo il capo dello Stato iraniano, la richiesta di una resa incondizionata rappresenta un’illusione, aggiungendo che chi immagina che il popolo iraniano possa cedere dovrebbe “portare questo desiderio nelle proprie tombe”.
Le parole di Pezeshkian confermano quindi una linea di forte resistenza politica e militare, mentre il conflitto in Medio Oriente continua a mantenere altissima la tensione internazionale.

