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Israele al voto il 27 ottobre: chi sono i principali sfidanti di Benjamin Netanyahu

Pubblicato il 13 Luglio 2026

La Knesset fissa la data delle elezioni parlamentari

Israele tornerà alle urne il prossimo 27 ottobre per il rinnovo della Knesset, il Parlamento dello Stato ebraico. La data è stata ufficializzata dall’assemblea legislativa, aprendo una nuova fase della campagna elettorale che vedrà il primo ministro Benjamin Netanyahu confrontarsi con diversi leader dell’opposizione e della destra israeliana.

Tra i nomi più accreditati figurano Gadi Eisenkot, Naftali Bennett, Yair Lapid e Avigdor Lieberman, ciascuno con una diversa visione del futuro politico e della sicurezza del Paese.

Gadi Eisenkot, l’ex capo dell’esercito critico verso Netanyahu

Tra i principali contendenti spicca Gadi Eisenkot, 66 anni, ex capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane e figlio di immigrati marocchini.

La sua figura ha acquisito grande popolarità anche sul piano umano, dopo la perdita del figlio e di due nipoti durante la guerra nella Striscia di Gaza.

Entrato in politica nel 2022 accanto al leader centrista Benny Gantz, Eisenkot ha fatto parte del gabinetto di guerra di Netanyahu tra l’ottobre 2023 e il giugno 2024, prima di dimettersi in aperto dissenso con la gestione del conflitto.

Nel 2025 ha fondato il partito Yashar (Destra), una formazione che riunisce esponenti provenienti da aree politiche differenti. Tra i suoi sostenitori figurano anche la figlia di due ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre e un ex direttore dello Shin Bet. Il suo stile pacato e riflessivo viene considerato da molti un elemento distintivo della sua leadership.

Naftali Bennett punta a tornare alla guida del governo

Dopo l’esperienza da primo ministro nel 2021, Naftali Bennett, oggi 54enne, tenta di riconquistare la guida del Paese.

Ex imprenditore nel settore tecnologico e figura storica della destra nazionalista, Bennett ha ricoperto gli incarichi di ministro dell’Istruzione e ministro della Difesa prima di riuscire a costruire una coalizione trasversale che pose fine ai dodici anni consecutivi di governo Netanyahu.

Il suo esecutivo rimase però in carica soltanto un anno.

Dopo un periodo lontano dalla politica attiva, è tornato sulla scena pubblica in seguito agli attacchi del 7 ottobre 2023. Gli analisti ritengono che possa conquistare parte dell’elettorato conservatore deluso dall’attuale premier, mantenendo una linea molto rigida sui temi della sicurezza e ribadendo la propria contrarietà alla nascita di uno Stato palestinese.

Yair Lapid, il leader del centro israeliano

Tra i protagonisti della sfida c’è anche Yair Lapid, 62 anni, ex giornalista e volto televisivo diventato uno dei principali leader dell’opposizione.

Fondatore del partito centrista Yesh Atid nel 2012, Lapid ha ricoperto nel corso della sua carriera gli incarichi di ministro delle Finanze, ministro degli Esteri e, nel 2022, anche quello di primo ministro nell’ambito dell’accordo di alternanza con Naftali Bennett.

Sostenitore di una linea liberale e laica, è stato uno dei principali oppositori della contestata riforma della giustizia promossa dal governo Netanyahu.

Pur mantenendo una solida base elettorale tra gli elettori urbani e moderati, molti osservatori ritengono difficile una sua affermazione in solitaria. La collaborazione con Bennett potrebbe però renderlo ancora una volta decisivo nella formazione del prossimo governo.

Avigdor Lieberman, il veterano della politica israeliana

Un altro protagonista della corsa elettorale è Avigdor Lieberman, nato nel 1958 nell’allora Moldavia sovietica e trasferitosi in Israele alla fine degli anni Settanta.

Fondatore del partito Yisrael Beiteinu, Lieberman è stato in passato capo di gabinetto di Netanyahu e ha ricoperto alcuni dei ministeri più importanti del Paese, tra cui Affari Esteri, Difesa e Finanze.

Negli ultimi anni si è distinto per le frequenti critiche rivolte all’attuale primo ministro, soprattutto attraverso i social network.

Tra i suoi cavalli di battaglia figurano una politica di sicurezza particolarmente rigorosa, l’introduzione della coscrizione obbligatoria per gli ebrei ultraortodossi e una visione dello Stato fortemente laica, in contrapposizione alla crescente influenza dei partiti religiosi nella politica israeliana.

Una sfida decisiva per il futuro di Israele

Le elezioni del 27 ottobre si preannunciano come uno degli appuntamenti politici più importanti degli ultimi anni per Israele. La competizione tra Benjamin Netanyahu e i suoi principali avversari potrebbe ridefinire gli equilibri del Parlamento e incidere sulle future scelte del Paese in materia di sicurezza, politica interna e relazioni internazionali.

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