Pubblicato il 1 Febbraio 2026
Motivo dell’espulsione
Il ministero degli Affari della Diaspora di Israele ha comunicato che Medici Senza Frontiere (MSF) sospenderà le sue attività nella Striscia di Gaza entro il 28 febbraio. La decisione deriva dal fatto che l’organizzazione non ha fornito la lista dei propri dipendenti locali, nonostante le richieste israeliane, e ha dichiarato di non volerla consegnare.
Secondo il ministero, questo rappresenta una violazione sostanziale e continuativa delle procedure di registrazione, che sono pensate per garantire trasparenza e sicurezza nelle operazioni umanitarie e per prevenire eventuali abusi della copertura umanitaria a fini ostili o terroristici.
Nuove regole per le ONG a Gaza
Dal 1° gennaio, Israele aveva annunciato che 37 ONG internazionali, tra cui MSF, sarebbero state soggette a restrizioni se non avessero rispettato i nuovi requisiti di sicurezza e trasparenza. Le norme, introdotte con una risoluzione governativa del 1° marzo 2025, richiedono alle ONG di:
- Presentare documenti dettagliati sull’organizzazione
- Fornire l’identità di tutti i dipendenti stranieri e locali, inclusi passaporti e numeri di identificazione personale
Alcune ONG hanno contestato questi requisiti, sostenendo che possano violare il diritto internazionale umanitario, suscitando critiche a livello internazionale nei confronti di Israele.
L’impegno mancato di MSF
Secondo il ministero israeliano, MSF si era inizialmente impegnata a fornire gli elenchi dei dipendenti, ma ha successivamente rinunciato a consegnarli, pur affermando che i dati sono riservati e destinati solo a uso interno.
Il ministro per gli Affari della Diaspora, Amichai Chikli, ha accusato MSF di avere collegamenti con gruppi terroristici, dichiarando che l’organizzazione ha cambiato posizione dopo essersi pubblicamente impegnata a rispettare le procedure.
Di conseguenza, Medici Senza Frontiere terminerà le proprie operazioni a Gaza entro la fine di febbraio, segnando un nuovo capitolo nelle tensioni tra Israele e le organizzazioni umanitarie attive nella Striscia. Fonte: LaPresse

