Pubblicato il 22 Maggio 2026
Sospesa la decadenza della concessione
Dopo quasi un anno di polemiche e scontri istituzionali, la società Italo Belga ottiene una vittoria decisiva davanti al Consiglio di giustizia amministrativa. I giudici hanno infatti accolto il ricorso contro il provvedimento con cui l’assessorato regionale al Territorio aveva dichiarato decaduta la concessione di gran parte della spiaggia di Mondello, a Palermo.
La decisione permette alla società di continuare la gestione del litorale almeno fino al 30 settembre, garantendo così la prosecuzione delle attività balneari durante l’estate ormai iniziata.
Undici mesi di tensioni e accuse
La vicenda aveva preso il via la scorsa estate, quando l’installazione dei tornelli per l’accesso alla spiaggia aveva acceso forti polemiche. Nel corso dei mesi si sono susseguiti servizi televisivi, interventi politici e verifiche da parte dell’Antimafia regionale.
Tra i più critici il deputato regionale Ismaele La Vardera, che ha annunciato anche una conferenza stampa sul caso. La società era finita al centro di contestazioni per presunti rapporti indiretti con ambienti mafiosi, legati alla presenza di familiari di esponenti di Cosa nostra tra i lavoratori impiegati e ad alcuni affidamenti di lavori a un’impresa collegata al fratello di un boss.
Nonostante il clima pesante, il Cga ha ritenuto fondate le ragioni della società sul piano amministrativo.
I giudici criticano la gestione della Regione
Nell’ordinanza, i magistrati hanno espresso dure osservazioni nei confronti dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente guidato da Giusy Savarino.
Secondo il collegio, la Regione non avrebbe programmato in modo corretto e tempestivo la gestione della spiaggia dopo la revoca della concessione, creando il rischio di disservizi proprio all’inizio della stagione balneare.
I giudici sottolineano inoltre che non sarebbe stato predisposto alcun meccanismo efficace per garantire il passaggio immediato a un nuovo concessionario, evitando così problemi nella gestione dell’arenile e nella fruizione pubblica della spiaggia.
Il nodo della continuità del servizio
Per il Cga, l’interruzione improvvisa del rapporto con la Italo Belga avrebbe potuto provocare criticità rilevanti anche sul piano dell’ordine pubblico e dell’organizzazione dei servizi.
I magistrati evidenziano che il cosiddetto “Piano Mondello” del Comune non sarebbe stato sufficiente a garantire una gestione stabile dell’arenile. Inoltre, viene ricordato che la copertura economica predisposta dal Comune risultava limitata a due mesi e non all’intera stagione estiva.
Nessuna interdittiva antimafia
Uno degli aspetti ritenuti centrali dai giudici riguarda la posizione della società sul fronte antimafia.
Il Cga ha evidenziato che la Mondello Immobiliare Italo Belga non è destinataria di un’interdittiva antimafia, misura che soltanto il prefetto può adottare e che, allo stato attuale, non è stata emessa.
La società è invece sottoposta a una misura di “prevenzione collaborativa” della durata di dodici mesi, considerata dai giudici differente e con finalità opposte rispetto a un’interdittiva.
La posizione dell’assessore Savarino
L’assessore regionale Giusy Savarino ha difeso l’operato della Regione, sostenendo che l’iter seguito fosse rigoroso e che fosse stata predisposta un’alternativa valida per la gestione della spiaggia.
Savarino ha ribadito che la Regione continuerà a lavorare insieme al Comune di Palermo a un nuovo modello di gestione di Mondello, anche alla luce delle regole previste dalla direttiva Bolkestein.
L’obiettivo dichiarato è quello di creare un equilibrio tra spiagge libere e investimenti privati, puntando a una nuova valorizzazione della costa palermitana. Fonte: Ansa

